Ma quanto costeranno gli ETF Spot di Bitcoin? Probabilmente parecchio…
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Un recente aggiornamento da parte di 21Shares + ARK, i gestori di un prodotto attualmente in fase di approvazione, ha aggiunto un tassello significativo che riguarda le commissioni che gli investitori dovranno affrontare annualmente nel caso decidano di acquistare un ETF Spot.
Le due aziende hanno fissato le commissioni allo 0,80%, una cifra superiore rispetto a quanto di solito richiesto per gli ETF legati alle commodity. Questa scelta ha suscitato preoccupazioni tra gli coloro che stanno valutando questo prodotto per futuri investimenti.
Del resto le commissioni sono importanti perché influenzano il rendimento netto degli investitori. Quando sono più alte, i trader vedono una riduzione maggiore del loro guadagno complessivo.
Ophelia Snyder, co-fondatrice e presidente di 21Shares, ha fornito alcune risposte che chiariscono la situazione e che potete ascoltare nel video qui sotto.
JUST IN – Ark's 21Shares #Bitcoin ETF reveals it will have a management fee of 80 basis points. (Bloomberg)
21Shares Co-founder Ophelia Snyder had this to say👇 pic.twitter.com/VG0axcu36f
— Swan (@Swan) November 20, 2023
Al di là delle motivazioni che hanno spinto 21Shares+ARK a optare per commissioni dell’0,80%, è probabile che anche altri seguano questa strada, mantenendo commissioni relativamente elevate rispetto al mercato degli ETF legati alle commodity.
Alcune considerazioni
La decisione ha sollevato interrogativi tra gli analisti: con commissioni così elevate, ci sarà davvero interesse per questo tipo di prodotti? La presidente di 21Shares è intervenuta direttamente su questo punto, sottolineando che ci sono costi di custodia e vantaggi specifici legati a questo prodotto, tra cui la gestione fiscale e una maggiore facilità nella gestione dell’esposizione verso Bitcoin.
È importante sottolineare che questo tipo di prodotto potrebbe non essere rivolto al pubblico che cerca un’esposizione diretta a Bitcoin. Tuttavia, ci sarà tempo sufficiente per valutare i costi della custodia – che sembrano attualmente più alti rispetto a quelli dell’oro – e valutare quanto sia conveniente per gli investitori.
Un altro aspetto interessante da analizzare è il costo dei prodotti analoghi in Europa che, nel caso di 21Shares, è quasi del doppio. Questo solleva domande sulla competitività e sull’accessibilità per gli investitori europei.
C’è però anche la possibilità, secondo alcuni esperti, che con il tempo queste commissioni siano destinate a diminuire, a seguito dell’intensificarsi della concorrenza. Questa prospettiva ottimistica, per esempio, è supportata da Eric Balchunas di Bloomberg, che è certo che, con l’aumentare della competizione, le commissioni tenderanno a diminuire.
In conclusione, nonostante le attuali preoccupazioni sulle commissioni degli ETF Spot di Bitcoin, l’ottimismo per il futuro persiste. Anche perché Wall Street, per esempio, sembra non preoccuparsene troppo ed è certa che sarà il mercato a determinare il successo degli ETF, pur con l’attuale panorama di costi.
L’alternativa è a portata di mano
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