Fine del mercato rialzista per le criptovalute: altcoin in calo e investitori in allarme
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Il crollo delle crypto del 10 ottobre ha spinto molti a credere che il mercato rialzista sia giunto al termine. Le crypto hanno subito un’ulteriore discesa a inizio novembre, portando alcuni analisti a sostenere che sia iniziata una fase ribassista.
Secondo un trader, però, le condizioni macroeconomiche attuali sono in realtà favorevoli alla ripresa. L’idea di un mercato ribassista, in questo momento, non sembra logica.
Questo almeno è quanto crede il noto analista ChainMind. Secondo lui, il trend rialzista non è finito, grazie a segnali positivi e al fatto che molti investitori stanno agendo in modo troppo emotivo.
Perché le crypto stanno scendendo nonostante i segnali positivi?
Dopo il crollo di ottobre, in molti pensavano che il peggio fosse ormai superato. Per tanti si trattava della fine delle vendite e di un segnale che da lì in poi il mercato sarebbe migliorato.
In realtà, a novembre le crypto sono scese ancora. Bitcoin è scivolato momentaneamente sotto i 100.000 dollari e le principali altcoin hanno continuato a perdere terreno. Ma questo vuol dire che il mercato rialzista è finito?
ChainMind ha spiegato, in un thread pubblicato su X, i motivi che spiegano il trend negativo di inizio novembre.
A suo avviso, tutto è partito dal crollo di ottobre, che ha portato a liquidazioni per oltre 19 miliardi di dollari. Da quel momento, il sentiment nel mercato delle crypto è peggiorato persino rispetto ai giorni del fallimento di FTX nel 2022, quando i capitali sono spariti nel giro di pochi giorni.
Il crollo di ottobre, secondo ChainMind, è stato scatenato da un tweet del presidente Trump, che aveva minacciato l’imposizione di nuovi dazi commerciali contro la Cina.
Questo annuncio ha dato il via al più grande evento di liquidazione nella storia delle crypto. Le altcoin sugli exchange centralizzati hanno perso liquidità, molte sono crollate di oltre il 60% in pochi minuti.
Ironia della sorte, pochi giorni dopo Trump ha dichiarato che non ci sarebbero stati nuovi dazi verso la Cina.
Secondo ChainMind, il mercato sta ancora smaltendo le conseguenze di quel crollo, che ha portato molti utenti di Hyperliquid a perdere ingenti capitali.
L’analista pensa che qualcuno stia ancora vendendo: forse un market maker o una grande whale. Qualcuno sta vendendo per cercare di recuperare almeno in parte le perdite subite a ottobre.
Eppure, il contesto macroeconomico è molto favorevole alle crypto. La Fed ha già ridotto i tassi di interesse più volte quest’anno, e un altro taglio è previsto a dicembre.
Nello stesso periodo, la Fed interromperà anche il Quantitative Tightening (QT), cioè la politica di restrizione monetaria negli Stati Uniti. Anche le grandi istituzioni continuano ad accumulare crypto.
Cosa aspettarsi dopo il crollo delle crypto?
Le crypto continuano a perdere valore, probabilmente perché un grande operatore sta ancora vendendo.
Ma c’è un aspetto positivo: il numero di questi grandi operatori si sta riducendo e presto non avranno più niente da vendere.
Anche se potrebbe configurarsi nuova pressione di vendita da parte di altri investitori, questa situazione potrebbe cambiare rapidamente grazie a nuovi segnali positivi.
Secondo ChainMind, nuovi dati economici o la fine dello shutdown negli Stati Uniti potrebbero avere un impatto favorevole sulle crypto. Basta una scintilla per riaccendere il mercato rialzista. Bitcoin potrebbe segnare un nuovo massimo storico e potrebbe riaccendersi l’aspettativa di una nuova stagione delle altcoin.
Al momento, troppi investitori si fanno guidare dalle emozioni. L’analista suggerisce quindi di allargare lo sguardo e ragionare sul lungo termine, pensando a cosa potrebbe riservare il futuro alle crypto.
È vero, il mercato potrebbe crollare ancora nei prossimi giorni. Ma al rialzo potrebbe recuperare tutte le perdite di ottobre e novembre in una sola settimana.
L’analista ritiene che il ciclo quadriennale del mercato sia ormai superato. Oggi la partecipazione delle istituzioni, la politica monetaria e le condizioni macroeconomiche sono determinanti.
Chi si affida ancora allo schema del ciclo quadriennale pensa che il mercato rialzista sia già terminato, ma i dati macroeconomici dicono il contrario: la vera fase di crescita potrebbe dover ancora iniziare.
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