Shiba Inu affonda ai minimi da 13 mesi: 1 miliardo di transazioni su Shibarium non bastano a salvarla
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Il mercato delle criptovalute sta vivendo giorni turbolenti e la causa principale è da ricercare nelle nuove misure economiche annunciate dal presidente Donald Trump. Tornato alla Casa Bianca per il suo secondo mandato, il miliardario ha riacceso la tensione commerciale con una serie di dazi aggressivi su importazioni strategiche, in particolare dalla Cina.
Questa mossa ha scatenato reazioni a catena sui mercati globali, alimentando l’incertezza e spingendo molti investitori a tirare il freno, anche nel settore crypto. Bitcoin, Ethereum e altre monete digitali stanno subendo cali significativi, in un clima in cui la paura di una nuova guerra commerciale pesa più della speculazione.
Tra i token che stanno maggiormente pagando lo scotto di questa situazione c’è sicuramente Shiba Inu, che è scivolata ai minimi da oltre un anno, scendendo a quota 0,0000108 dollari. E così, mentre le vendite si intensificano e la pressione macro pesa su tutto il comparto, nemmeno il clamoroso traguardo raggiunto da Shibarium è riuscito a evitare la caduta di SHIB.
Il prezzo di SHIB ha registrato un calo del 10% in sole 24 ore, toccando i livelli più bassi da febbraio 2024
La performance del token SHIB è davvero in controtendenza rispetto ai fondamentali della rete: Shibarium, infatti, ha appena superato il miliardo di transazioni, processando più di 10,3 milioni di blocchi e con una media giornaliera di circa 4,4 milioni di transazioni. Una crescita impressionante per la rete layer-2 di Shiba Inu, che si conferma tra le più dinamiche dell’ecosistema Ethereum.

Eppure il mercato non perdona. I trader stanno liquidando in massa le proprie posizioni su SHIB, anche a causa del crollo dell’open interest, sceso di 454 milioni di dollari rispetto al picco di gennaio, quando aveva toccato i 542 milioni. Il funding rate è ora in territorio negativo, chiaro segnale che i ribassisti stanno prendendo il controllo e cercano profitto nei movimenti discendenti.

Al momento a dominare è un sentiment negativo e i dati tecnici lo confermano: l’RSI è sceso a 35 e continua a segnare minimi decrescenti, mentre la linea MACD resta sotto lo zero, rafforzando l’idea di una fase bearish ancora in pieno svolgimento.
Sul grafico settimanale, SHIB si sta muovendo all’interno di un canale discendente, il che suggerisce che la pressione in vendita è destinata a intensificarsi. Se la tendenza attuale dovesse continuare, il prezzo potrebbe scendere ancora fino all’area di 0,000009 dollari, allontanandosi ulteriormente dall’obiettivo a lungo termine tanto discusso nella community: raggiungere quota 0,0001 dollari.

Il paradosso è che, mentre l’infrastruttura tecnica del progetto continua a migliorare, la narrativa macroeconomica globale sta affondando il prezzo del token. In condizioni normali, il superamento del miliardo di transazioni sarebbe stato accolto come un segnale bullish e potenzialmente catalizzante per un rally.
Ma oggi la realtà è un’altra: l’impatto delle tensioni geopolitiche e delle misure protezionistiche volute da Trump si sta facendo sentire anche nel mondo crypto e SHIB, nonostante i numeri, non fa eccezione.
La speranza per i sostenitori del progetto è che, una volta superata questa fase di incertezza, il mercato possa tornare a premiare i progetti con fondamentali solidi e una base attiva. Per ora, però, la priorità sembra essere una sola: sopravvivere alla tempesta.
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