Mercato crypto in ripresa dopo il cambio di rotta di Trump sulla Cina
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Il mercato crypto ha aperto la settimana in ripresa, dopo il bagno di sangue del weekend che aveva spazzato via miliardi di posizioni con leva finanziaria.
Il crollo era partito venerdì, quando il presidente americano Donald Trump aveva annunciato forti dazi sulle importazioni cinesi, supplementari a quelli già in vigore, in risposta alle restrizioni cinesi sulle esportazioni di terre rare.
La notizia aveva mandato in tilt anche i mercati azionari, mentre Bitcoin era crollato sotto la soglia dei 120.000 dollari.
In serata, sempre su Truth Social, il tycoon aveva confermato la linea dura: da novembre “gli Stati Uniti imporranno dazi del 100% alla Cina”.
Nei giorni successivi ha provato a stemperare i toni, scrivendo che “gli Stati Uniti vogliono aiutare la Cina, non danneggiarla”, mentre il vicepresidente JD Vance ha detto che Tump è pronto a essere un “negoziatore ragionevole”, parole che fanno pensare a un’apertura verso un compromesso commerciale con Pechino.
L’atteggiamento più morbido, con lo stesso Trump che ha definito il presidente Xi Jinping “un uomo molto rispettato”, ha stabilizzato il sentiment e contribuito alla ripresa del mercato.
Bitcoin torna sopra i $115.000, Ethereum segna un + 11%
Stamattina tutta la top 10 è in verde. Bitcoin ha registrato un balzo del 4,5% nelle ultime 24 ore fino a raggiungere il livello di 115.459 dollari. Ethereum ha fatto ancora meglio, con un rialzo dell’11,3% e ora sta scambiando a 4.161 dollari.
In forte ripresa anche XRP, che ha guadagnato il 10% e ha raggiunto la soglia dei 2,56 dollari. Più timido invece BNB, che ha segnato un +1% e si è attestato a 1.304 dollari.
In verde anche Solana, con un +7,69% al livello di 196 dollari e Dogecoin, che ha segnato un +10%.
Weekend nero per il mercato crypto: ondata di liquidazioni spazza via miliardi
Come accennato, i mercati erano in difficoltà da venerdì, dopo l’annuncio del tycoon di un aumento del 100% dei dazi sulle importazioni cinesi, che ha scatenato una vendita globale.
Il crollo più duro è arrivato sabato sera, quando Bitcoin è sceso sotto i 110.000 dollari ed Ethereum ha perso più del 20% in poche ore. Il calo ha innescato liquidazioni di massa su piattaforme come Binance, OKX e Bybit, amplificate dalla scarsa liquidità e dagli ordini automatici.
L’indice Crypto Fear and Greed è crollato da 64 (“avidità”) a 27 (“paura”) in meno di un giorno. Oltre 1,6 milioni di trader sono stati liquidati, per un totale di 19,3 miliardi di dollari in perdite. Alcune stime parlano di un cifra oltre i 30 miliardi di dollari, dato che molti exchange registrano solo una parte delle operazioni in tempo reale.
Le forti perdite hanno riportato alla mente il crollo di maggio 2021, quando l’eccessiva leva finanziaria aveva innescato una catena di vendite forzate. Anche questa volta il mercato ha mostrato gli stessi punti deboli: troppa leva finanziaria, poca liquidità fuori gli orari di punta e vendite algoritmiche che accentuano i ribassi.
Per Greg Magadini, direttore dei derivati di Amberdata, la vera preoccupazione non sono i dazi in sé, ma la possibilità di una risposta dura da parte di Pechino. “Una guerra commerciale su larga scala tra le due maggiori economie mondiali creerebbe seri ostacoli alla crescita globale”, ha detto.
Secondo l’esperto, i modelli di trading indicano che gli investitori si stanno già orientando verso asset più sicuri. “Le criptovalute sono sotto pressione e la corsa verso i titoli del Tesoro mostra la reale preoccupazione per lo slancio economico”.
Per ora, le ultime dichiarazioni di Trump hanno contribuito a stabilizzare il sentiment. I trader hanno accolto positivamente i segnali di apertura diplomatica, anche se la volatilità resta alta.
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