Ex ministro delle Finanze tedesco chiede alla BCE di introdurre riserve di Stato in Bitcoin
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L’ex ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner ha chiesto alla Banca Centrale Europea (BCE) e alla Bundesbank di considerare l’inclusione di Bitcoin nelle loro riserve.
In un’intervista con l’agenzia di stampa tedesca a Berlino, Lindner ha descritto l’approccio della nuova amministrazione Trump verso il settore crypto come “una politica estremamente progressista”. Ha poi sottolineato che gli Stati Uniti puntano a diventare un importante hub per l’industria crypto.
“A Washington si parla addirittura di aggiungere alle proprie riserve, accanto alle valute e all’oro, anche le criptovalute”, ha affermato.
Le parole di Linder fanno eco alla recente richiesta di un parlamentare europeo di creare una riserva strategica di Bitcoin per l’Europa, citando l’esempio di El Salvador, che ha deciso di investire fortemente in Bitcoin.
Lindner, leader del partito dei Liberaldemocratici (FDP), ha anche sottolineato che l’Europa non dovrebbe dipendere dagli Stati Uniti per quanto riguarda il settore crypto.
Ha ricordato che la BCE e la Bundesbank sono libere di prendere le proprie decisioni. “Ma la Germania e l’Europa non possono permettersi di restare indietro un’altra volta”.
Ha quindi sollecitato le due istituzioni a valutare se asset crypto come Bitcoin dovrebbero far parte delle riserve delle banche centrali. Poi ha ribadito che stanno diventando una parte importante della crescita economica globale.
“Oggi le criptovalute rappresentano una parte significativa dell’aumento globale della prosperità”, ha affermato, aggiungendo che questa decisione potrebbe contribuire a rafforzare la resilienza delle riserve.
Lindner si è anche soffermato sui rischi legati alla forte volatilità delle criptovalute, ma ha aggiunto che, trattandosi di un sistema decentralizzato in cui nessuno detiene il controllo esclusivo, i rischi politici sono più prevedibili.
“Anche gli asset tradizionali, come i metalli preziosi, subiscono oscillazioni simili”.
Legislatore tedesco chiede al governo di detenere Bitcoin come valuta di riserva strategica
Quest’anno il governo tedesco ha effettuato diversi trasferimenti e vendite dei Bitcoin confiscati, del valore di circa 3 miliardi di dollari, dal sito web di pirateria cinematografica Movie2k.to.
A luglio, la legislatrice tedesca Joana Cotar aveva già esortato il governo a detenere BTC “come valuta di riserva strategica” e aveva criticato la “frettolosa” ondata di vendite come “non sensata e controproducente”.
“Invece di vendere, raccomando di sviluppare una strategia globale per Bitcoin”, ha scritto in una lettera a Linder all’inizio dell’anno. “Questo potrebbe includere il mantenimento di Bitcoin nel Tesoro, l’emissione di obbligazioni su Bitcoin o la creazione di un ambiente normativo favorevole”.
Trump e la “Riserva Strategica di Bitcoin”
L’idea di una riserva strategica di Bitcoin sta guadagnando sempre più attenzione nel dibattito globale. Il presidente eletto Donald Trump aveva dichiarato, durante la sua campagna elettorale, la sua intenzione di istituire una riserva nazionale di Bitcoin, simile al petrolio. Un’idea non del tutto senza precedenti. Paesi come El Salvador hanno già fatto di Bitcoin una valuta legale e stanno accumulando riserve di BTC come parte della loro politica economica.
Subito dopo la sua vittoria alle elezioni presidenziali del 5 novembre, la senatrice Cynthia Lummis, repubblicana e sostenitrice delle criptovalute, ha rivelato l’intenzione di proporre una legge che consenta al governo degli Stati Uniti di acquistare 1 milione di BTC e di conservarli per almeno 20 anni.
Venti contrari rallentano il cambio di rotta
Ma non tutti sostengono l’idea. L’ex segretario al Tesoro statunitense Lawrence Summers ha criticato il piano il 5 dicembre. Piano che ha definito “folle”, suggerendo che si tratta di un tentativo di placare i donatori della campagna elettorale.
Inoltre le recenti parole Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, relative al ruolo di Bitcoin nella politica monetaria statunitense non sono piaciute al mercato crypto. Powell ha chiarito che la Fed non ha il permesso né l’intenzione di detenere Bitcoin come riserva.
La Federal Reserve è infatti regolata da un quadro normativo preciso che definisce quali asset può detenere e quali no.
Tra quelli consentiti troviamo obbligazioni del Tesoro USA, titoli garantiti da ipoteca (MBS) e obbligazioni di enti governativi. Questi strumenti sono considerati sicuri e a basso rischio, fondamentali per gestire la politica monetaria e garantire la stabilità finanziaria.
D’altro canto, la Fed non può detenere asset considerati speculativi o ad alto rischio, come azioni, commodity o criptovalute.
Qualsiasi modifica a queste regole richiederebbe un intervento del Congresso degli Stati Uniti. Infatti questo è l’unico organo autorizzato a cambiare il quadro normativo che regola le attività della Federal Reserve. Senza un’azione legislativa, la Fed non può autonomamente decidere di includere Bitcoin nelle sue riserve.
“Non possiamo possedere Bitcoin,” ha dichiarato Powell, sottolineando che ogni decisione in merito spetterebbe al Congresso.
Parole, però, in netto contrasto con quelle di Trump. Ora, resta da vedere se il neo presidente manterrà le promesse.
Disclaimer: le criptovalute sono una classe di asset ad alto rischio. Questo articolo è fornito a scopo informativo e non costituisce un consiglio di investimento. Potresti perdere tutto il tuo capitale.- Fed prudente, Bitcoin sopra $60.000: Bitcoin Hyper supera $32,9 milioni
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