Trump spinge per un taglio drastico dei tassi di interesse
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Crescono le aspettative per un forte taglio dei tassi di interesse negli Stati Uniti dopo che Trump ha riferito che intende licenziare Jerome Powell, presidente della Fed.
Un eventuale taglio dei tassi di interesse potrebbe cambiare rapidamente il sentiment del mercato. I rendimenti più bassi sugli asset tradizionali potrebbero spingere molti investitori verso asset più rischiosi, criptovalute in primis.
Trump fa pressione per un taglio dei tassi di interesse
Il tycoon ha iniziato a parlare delle dimissioni del presidente della Fed già all’inizio del mese, anche se al momento sembra che non sia stata presa una decisione definitiva.
Trump non ha usato giri di parole, definendolo “sempre in ritardo” e un “terribile presidente della Fed”. Ritiene fastidioso che la Federal Reserve mantenga invariati i tassi d’interesse, una politica, che, a suo dire, costerebbe ingenti somme di denaro al governo americano.
Il tycoon vorrebbe un taglio dei tassi del 3%, ma è una decisione che Powell non prenderebbe mai in considerazione senza motivazioni economiche valide.
Ufficialmente, il mandato di Powell scade a maggio 2026 e potrebbe essere rimosso dal suo ruolo solo per giusta causa. Ma sempre più figure di spicco negli Stati Uniti chiedono che si dimetta. Secondo alcuni, starebbe contribuendo al peggioramento dell’economia americana.
Le critiche non si fermano alla politica sui tassi. Secondo alcune voci, Trump avrebbe lasciato intendere che Powell “potrebbe essere già sotto indagine” per presunte irregolarità nella ristrutturazione della sede della Fed. Accuse gravi che, se confermate, potrebbero costituire il presupposto legale necessario per la rimozione.
Per molti, le sua dimissioni sono solo una questione di tempo. Intanto stanno circolando voci che sia lo stesso Powell a prenderle in considerazione.
A fine luglio si terrà la prossima riunione della Fed, ma il mercato si aspetta che i tassi restino fermi. Le aspettative per settembre sono invece più positive: le probabilità di un taglio dei tassi di un quarto di punto percentuale sono del 56%.

Lo scenario cambia in caso di effettive dimissioni da parte di Jerome Powell. In quel caso, si aprirebbe la strada a un taglio più drastico dei tassi di interesse.
Se Trump riuscisse a far nominare un nuovo presidente alla Federal Reserve, i tassi di interesse potrebbero diminuire già entro fine anno.
Il mercato attende la fine della Crypto Week
Intanto Bitcoin si sta consolidando leggermente sotto la soglia dei 120.000 dollari, dopo giornate in cui sembrava inarrestabile e toccato un nuovo record sopra i 123.000 dollari lunedì. Il mercato sembra che stia aspettando l’esisto della Crypto Week, durante la quale il Senato dovrebbe approvare tre importanti leggi sugli asset crypto.
Si tratta del GENIUS Act, volto a regolamentare le stablecoin, del CLARITY Act, per definire un quadro normativo chiaro per le criptovalute, e dell’Anti-CBDC Surveillance State Act, che vieta alla Federal Reserve di emettere valute digitali, per evitare un controllo statale eccessivo della privacy finanziaria.
Se le leggi dovessero passare, la crypto di maggior valore potrebbe riprendere la sua ascesa e segnare un nuovo massimo.
Al momento i 120.000 dollari sono diventati una resistenza psicologica. La pressione di acquisto sembra molto elevata intorno ai 118.000 dollari, cosa che pone l’asset in un range ristretto.

Nel frattempo, il segmento delle altcoin è in ripresa. Ethereum, XRP e altri asset hanno registrato ieri un notevole aumento. Di conseguenza, la dominance di Bitcoin è scesa dal 64,50% al 62,66% in soli due giorni.
Uno scenario che il mercato crypto attendeva da tempo. Ora le principali altcoin sembrano staccarsi dalla stretta correlazione con Bitcoin. E se arrivasse davvero un taglio dei tassi, potrebbe dare un ulteriore slancio al mercato.
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