Ripple si affida a SBI per distribuire la stablecoin RLUSD in Giappone. Buone notizie per XRP?
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Ripple Labs ha avviato una collaborazione con SBI Holdings, un importante conglomerato giapponese di servizi finanziari. Il memorandum d’intesa prevede la distribuzione nel Paese del Sol Levante della stablecoin di Ripple – RLUSD – attraverso la controllata SBI VC Trade, a partire dal primo trimestre del 2026.
SBI VC Trade detiene diverse licenze finanziarie in Giappone, tra cui quella di primo operatore autorizzato come Electronic Payment Instruments Exchange Service Provider nel Paese. Questo permetterà a RLUSD di ampliare le opzioni di stablecoin disponibili sul mercato giapponese.
RLUSD arriva in Giappone
“L’introduzione di RLUSD non solo amplierà le opzioni di stablecoin disponibili sul mercato giapponese, ma rappresenta anche un passo importante in termini di affidabilità e convenienza delle stablecoin,” ha dichiarato il CEO di SBI VC Trade, Tomohiko Kondo.
AL momento non è chiaro se le stablecoin saranno limitate alle istituzioni finanziarie o rese disponibili anche al dettaglio.
Ripple è da tempo partner di SBI: la collaborazione tra le due società è iniziata nel 2016. Da allora è nata SBI Ripple Asia – una joint venture detenuta al 60% da SBI e al 40% da Ripple – creata per espandere i servizi della società americana nei mercati asiatici.
La stablecoin di Ripple, lanciata lo scorso dicembre, rimane piccola rispetto ai grandi emittenti come Tether e Circle. Pur registrando una crescita costante quest’anno, la sua offerta in circolazione è di soli 666 milioni di dollari, pari a una quota di mercato dello 0,24% all’interno del settore delle stablecoin, che complessivamente vale circa 280 miliardi di dollari.
La partnership con Gemini
In parallelo all’annuncio sull’espansione di RLUSD in Giappone, Ripple ha siglato un accordo finanziario di rilievo con Gemini, uno degli exchange di criptovalute più noti sul mercato. L’intesa prevede una linea di credito garantita da 75 milioni di dollari, con la possibilità di estenderla fino a 150 milioni di dollari, che consentirà a Gemini di rafforzare la propria liquidità in una fase cruciale: la preparazione alla quotazione pubblica negli Stati Uniti.
Un aspetto particolarmente significativo dell’accordo è che, superata la soglia iniziale del prestito, le ulteriori richieste di finanziamento potranno essere denominate direttamente in RLUSD. Questo non solo amplia i potenziali casi d’uso della stablecoin ma la inserisce anche in un contesto di finanza tradizionale ad alto profilo, come quello di una IPO.
Alcuni analisti del settore hanno persino ipotizzato che Gemini possa regolare parte del processo di quotazione utilizzando RLUSD, un’eventualità che costituirebbe un precedente importante per l’adozione delle stablecoin nel mercato dei capitali e darebbe ulteriore legittimità al progetto di Ripple.
Prezzi di XRP in calo
Nonostante gli annunci incoraggianti sul fronte corporate — dalla collaborazione con SBI in Giappone alla linea di credito concessa a Gemini — il prezzo di XRP continua a soffrire. Nelle ultime 24 ore il token ha perso l’1,41%, toccando i 2,81 dollari, il livello più basso delle ultime tre settimane. Su base mensile, il bilancio è ancora più pesante, con una flessione di circa -21% rispetto ai valori di metà luglio.

Questo andamento suggerisce che le notizie di natura fondamentale non bastano, nel breve termine, a invertire la pressione ribassista che caratterizza il mercato. Diversi fattori sembrano pesare sul token: da un lato, la fase di consolidamento che sta vivendo l’intero settore delle criptovalute — il market cap complessivo è sceso di oltre l’8% nell’ultimo mese — dall’altro, la percezione di incertezza legata all’approvazione di un possibile ETF spot su XRP, vista da molti come la vera svolta in grado di attrarre capitali istituzionali.
Inoltre, XRP tende a essere più volatile rispetto al mercato crypto nel suo complesso: la sua natura di asset legato ai pagamenti transfrontalieri lo rende fortemente sensibile sia agli sviluppi regolatori sia alle dinamiche macroeconomiche (come tassi di interesse e flussi di liquidità globali).
Alcuni analisti sottolineano che, sebbene la traiettoria di lungo periodo resti positiva grazie alle partnership strategiche di Ripple, nel breve il token potrebbe continuare a subire oscillazioni significative fino a quando non arriveranno catalizzatori concreti, come l’adozione massiva di RLUSD o il via libera normativo a nuovi strumenti finanziari basati su XRP.
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