L’Europa spinge le criptovalute: la BCE taglia i tassi di interesse di 25 punti base
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Situazione favorevole alle criptovalute quella di oggi, grazie al taglio della BCE (la Banca Centrale Europea) dei tassi di interesse di 25 punti base.
Si tratta del secondo taglio nel 2024, ed è un segnale chiaro che la presidente Christine Lagarde vuole lanciare ai mercati internazionali.
Vola anche Bitcoin che guadagna oltre il +3% e si riporta a ridosso dei 58.000 dollari, che aveva anche superato in mattinata ma a cui è seguito un ritracciamento fino a quota 57.629 nel momento in cui scriviamo, secondo i dati di CoinMarketCap.

Inflazione USA in calo
Tra l’altro anche gli ultimi dati sull’inflazione negli Stati Uniti suggeriscono che la Federal Reserve potrebbe ridurre i tassi di interesse.
L’aumento annuo dell’inflazione di agosto è rallentato al 2,5% (rispetto al 2,9% di luglio), il livello più basso da marzo 2021. Questa tendenza è in linea con l’obiettivo del 2% della Fed e aumenta la probabilità di una politica monetaria più accomodante.
Per saperlo dovremo aspettare il 18 settembre, Jerome Powell deciderà in questa data (in Italia saranno le 20.00 circa) se e quanto tagliare il tasso di interesse negli USA.
Bitcoin soffre un calo strutturale?
A preoccupare non è quindi la congiuntura economica, che si prospetta positiva tanto in Europa quanto negli Stati Uniti, ma l’attività della Blockchain di BTC che appare in netto calo.
Secondo gli ultimi dati, l’attività delle balene di Bitcoin è diminuita significativamente da quando la criptovaluta ha raggiunto il suo massimo annuale a marzo.
In un recente post su X, la piattaforma di analisi blockchain Santiment ha rivelato che le transazioni di Bitcoin di grandi dimensioni, tipicamente dai 100.000 dollari a salire, sono diminuite del 33,6% dal 13 marzo, data che coincide con il raggiungimento del massimo storico di Bitcoin a 73.679 dollari.
Il calo dell’attività delle balene non è un segnale ribassista
Il rallentamento dell’attività dei principali detentori di Bitcoin, spesso definiti “balene”, non è necessariamente un segnale ribassista, suggerisce Santiment.
Queste balene, definite come wallet che detengono almeno 10.000 BTC, sono note per la loro influenza sui movimenti del mercato. Tendono a essere attive sia nei mercati toro sia in quelli orso, spesso aspettando periodi chiave, come l’aumento della paura o dell’avidità, per effettuare movimenti significativi.
Nel rapporto Santiment ha osservato che il calo dell’attività delle balene è avvenuto anche per Ethereum (ETH), con le grandi transazioni che sono crollate del 72,5% da metà marzo.
Nonostante questi cali, Santiment ha sottolineato che tali tendenze non segnalano necessariamente una flessione ma potrebbero indicare che questi grandi operatori aspettano nuove opportunità, monitorando attentamente il del mercato.
Attualmente, il sentiment del mercato delle criptovalute propende per la paura. L’indice Crypto Fear & Greed, che misura il sentiment del mercato su una scala da 0 (estrema paura) a 100 (estrema avidità), ha un punteggio di 31, che indica che la paura prevale.
Storicamente, gli investitori hanno considerato i mercati dominati dalla paura come potenziali opportunità di acquisto, poiché i prezzi tendono ad essere più bassi durante questi periodi.
Sebbene Bitcoin abbia registrato un leggero calo dello 0,97% da metà agosto, scambiando a circa 58.360 dollari, alcuni analisti ritengono che l’asset potrebbe subire ulteriori pressioni al ribasso.
Markus Thielen, responsabile presso 10x Research, ha previsto all’inizio di agosto che il Bitcoin potrebbe scendere nella fascia bassa dei 40.000 dollari prima di riposizionarsi per il prossimo mercato toro.
Santiment ha anche suggerito che se il Bitcoin dovesse scendere a 45.000 dollari potrebbe scatenare un’ondata di paura, incertezza e dubbio (FUD) nel mercato.
Tuttavia, se la criptovaluta dovesse rimbalzare a circa 70.000 dollari, potrebbe scatenare la paura di perdersi (FOMO) tra gli investitori.
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