Dati sui prezzi al consumo USA peggiori del previsto – Inflazione al 6,4%
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Gli analisti si aspettavano un ribasso consistente rispetto al mese precedente, anche per confermare gli effetti delle decisioni prese nei mesi scorsi da Jerome Powell.
Il dato previsto era infatti un’inflazione al 6,2% , dato che avrebbe confermato un ribasso importante e quindi in linea con il pungo leggermente più morbido della SEC.
Il dato comunicato è stato invece di un’inflazione ancora al 6,4%.
Di seguito il sommario del CPI:
Il tasso d’inflazione annuale negli Stati Uniti è rallentato solo leggermente, passando al 6,4% nel gennaio 2023 dal 6,5% di dicembre, meno delle previsioni del mercato del 6,2%. Si tratta comunque della lettura più bassa dall’ottobre del 2021, con un aumento dei prezzi dell’energia dell’8,7% e del costo dei generi alimentari del 10,1%. Sebbene l’inflazione abbia mostrato segni di un picco al 9,1% nel giugno dello scorso anno, rimane più di tre volte al di sopra dell’obiettivo del 2% della Fed e continua a indicare un’avanzata su larga scala del livello generale dei prezzi, in particolare dei servizi e delle abitazioni. A gennaio, l’IPC negli Stati Uniti ha raggiunto 299,170
Che succede al mercato?
Nel momento in cui scriviamo, quindi a ridosso delle 14.30, il mercato non sembrano aver risentito dei dati sui prezzi al consumo, anche se è probabile un calo nelle prossime ore.
Del resto, seppure negativo, il dato sull’inflazione non è nemmeno così distante dalle previsioni degli analisti e tutto potrebbe concludersi con un nulla di fatto e quotazioni invariate.
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