Banca di Francia: serve una legge sulle criptovalute – Il MiCa entrerà in vigore solo nel 2024

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Marcello Bonti
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Fonte Unsplash/Soroush Karimi

Il governatore della Banca di Francia ritiene inopportuno attendere l’introduzione degli standard europei sulle criptovalute come definiti nella normativa MiCA, in vigore a partire dal 2024. Serve invece una normativa nazionale già operativa.

Giovedì 5 gennaio, il governatore della Banca di Francia, Francois Villeroy de Galhau, ha invitato il parlamento a lavorare a una più rigida normativa sulle compagnie crypto. La dichiarazione ha destato stupore nell’ambiente, dato che le principali istituzioni del settore puntano a stabilire una solida presenza in Europa.

Il governatore ha fatto riferimento all’attuale volatilità e alle turbolenze che caratterizzano al momento il mercato. Per questo non vuole attendere l’entrata in vigore degli standard definiti dal regolamento dell’Unione Europea: Markets in Crypto Assets (MiCA). Il MiCA definisce il regime per le licenze necessarie alle compagnie crypto per operare nei Paesi dell’Unione e la sua entrata in vigore è prevista per il 2024.

Al momento, in Francia è opzionale solo la licenza per operare nel settore delle criptovalute come Fornitore di Servizi legati agli Asset Digitali (prestataire de services sur actifs numériques, o PSAN). Villeroy intende rendere obbligatorio per ogni compagnia crypto possedere una licenza per poter operare nel Paese. Finora nessun fornitore di servizi crypto ha ottenuto questo genere di licenza per operare in Francia. Circa sessanta compagnie crypto, compresa Binance Holdings, hanno optato per una più snella procedura di registrazione presso l’autorità di vigilanza dei mercati AMF.

Durante la conferenza a Parigi riguardo il settore finanziario, il Governatore Villeroy ha dichiarato:

“Tutti i disordini del 2022 alimentano una sola opinione: è auspicabile che la Francia opti per una licenza obbligatoria per le PSAN al più presto possibile, invece della semplice registrazione”.

Per ottenere la licenza è necessario rispondere a determinati requisiti stabiliti dall’autorità di vigilanza dei mercati Autorité des Marchés Financiers (AMF), il corrispettivo della nostra Consob, per quanto riguarda le risorse finanziarie, organizzative e di gestione aziendale.

La Banca Centrale di Francia vuole un nuovo giro di vite


Dopo il crack e i fallimenti che hanno colpito il mondo crypto lo scorso anno, il legislatore intende imporre un nuovo giro di vite sulle attività crypto. Di conseguenza, anche la Francia spinge per rendere più rigidi i parametri del proprio quadro normativo nazionale.

Il Senatore Hervé Maurey e membro della Commissione Finanza ha invitato il governo a rivedere le proprie posizioni in favore delle criptovalute. Durante un’intervista al Financial Times, Maurey ha dichiarato:

“Il crack di FTX è stato il detonatore [che] ha permesso di prendere consapevolezza e fare i conti. Ha portato molti attori all’interno del sistema francese a credere che le cose vadano monitorare più accuratamente.”

Secondo Maurey la licenza PSAN potrebbe garantire maggiore protezione ai consumatori. Inoltre, potrebbe obbligare le compagnie crypto a condividere più informazioni legate alla propria condizione finanziaria e al proprio sistema di vigilanza. L’autorità di supervisione dei mercati AMF ha dichiarato “Abbiamo sempre considerato che gli operatori registrati erano soggetti un basso livello di regolamentazione e abbiamo sempre invitato gli investitori a prestare la massima prudenza”.

D’altra parte, l’Associazione per lo Sviluppo degli Asset Digitali (Adan) in Francia, ritiene che le modifiche proposte minino le possibilità di far diventare il Paese un hub per le attività crypto. Inoltre, l’associazione accusa la Francia di “rinunciare al futuro” per colpa del fallimento di FTX.

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