Dogecoin entra nel sistema bancario: il protocollo IBAN cambia le regole
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Uno sviluppatore della Dogecoin Foundation, Paulo Vidal, ha creato un nuovo protocollo che trasforma gli indirizzi DOGE in numeri di conto bancario internazionali (IBAN).
Questo sviluppo potrebbe facilitare il collegamento di Dogecoin con i sistemi finanziari convenzionali, offrendo un nuovo livello di fruibilità sia per gli appassionati di criptovalute che per gli operatori tradizionali.
Sebbene il protocollo sia ancora nelle sue fasi iniziali, Vidal ha condiviso aggiornamenti sui suoi sviluppi e approfondimenti sulle sue caratteristiche principali.
Sviluppatore Dogecoin introduce l’IBAN bancario per DOGE
Grazie al protocollo innovativo presentato da Vidal, che consente agli indirizzi legati alla meme coin di funzionare come IBAN convalidati dalle banche, Dogecoin potrebbe fare un passo avanti verso l’integrazione finanziaria mainstream. Lo sviluppatore di Dogecoin lo ha annunciato su X questa settimana, spiegando che il suo sforzo di semplificare gli indirizzi Dogecoin si è evoluto in un sistema D-IBAN pienamente conforme allo standard ISO 13616-1:2020.
Vidal ha spiegato che il protocollo D-IBAN consente di formattare gli indirizzi Dogecoin in modo che i sistemi bancari possano facilmente convalidarli, colmando efficacemente il divario tra criptovaluta e finanza tradizionale.
Ha spiegato che il sistema supporta diversi tipi di indirizzi, tra cui P2PKH, P2SH, P2WPKH e indirizzi con blocco temporale, rilevando automaticamente il tipo dal prefisso dell’indirizzo. Inoltre, rileva automaticamente il tipo di indirizzo e utilizza lo stesso algoritmo di checksum MOD-97-10 utilizzato dalle banche di tutto il mondo.
Lo sviluppatore di Dogecoin osserva che la codifica D-IBAN è completamente reversibile, consentendo agli utenti di convertire in entrambi i sensi senza perdere alcun dato. Il protocollo formatta anche l’IBAN in gruppi standard di quattro caratteri per facilitarne la leggibilità, rendendo gli indirizzi DOGE più facili da usare e conformi alle norme bancarie.
Oltre alla funzionalità principale del D-IBAN, Vidal ha introdotto anche estensioni divertenti e pratiche del sistema. Il protocollo DogeMoji converte gli indirizzi in sequenze di emoji memorabili e visivamente accattivanti, ideali per i social media o i codici QR.
Il secondo protocollo DogeWords codifica gli indirizzi in sequenze di parole brevi e positive, facili da leggere e da ricordare, mantenendo la completa reversibilità e garantendo l’accuratezza attraverso la convalida. Entrambe le funzionalità D-IBAN sono progettate per rendere Dogecoin più facile da condividere e interagire in modo creativo.
Le reazioni della comunità all’invenzione del D-IBAN
I membri della comunità crypto che hanno letto del nuovo protocollo D-IBAN di Vidal hanno reagito con un misto di entusiasmo, curiosità e cautela. L’analista crypto Astro ha osservato che l’invio di valuta fiat a un indirizzo crypto tramite IBAN richiederebbe la conformità alle norme antiriciclaggio (AML), la verifica KYC e potenzialmente l’ottenimento di una licenza VASP (Virtual Asset Service Provider).
Inoltre, Astro ha avvertito che l’integrazione con le banche tradizionali potrebbe minare la narrativa decentralizzata della tecnologia blockchain, sostenendo che le banche e le criptovalute hanno interessi intrinsecamente contrastanti.
Un membro della comunità ha anche sottolineato che la creazione di un IBAN matematicamente valido da un indirizzo Dogecoin non garantisce che le banche elaboreranno le transazioni effettive. Ha affermato che solo gli IBAN emessi da istituzioni autorizzate sono riconosciuti per i trasferimenti di fondi.
Vidal ha affrontato queste preoccupazioni sottolineando che il protocollo D-IBAN ha lo scopo di fornire un’integrazione bancaria opzionale piuttosto che imporla. Ha sostenuto che le banche potrebbero gestire Dogecoin in un formato familiare, mentre gli utenti mantengono il pieno controllo dei loro portafogli, preservando l’autocustodia e sostenendo i principi fondamentali della decentralizzazione.

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