SEC, riscatti in-kind per ETF Spot su BTC ed ETH: che significa?
Crediamo nella completa trasparenza con i nostri lettori. Alcuni dei nostri contenuti includono link di affiliazione e potremmo guadagnare una commissione attraverso queste partnership. Tuttavia, questa potenziale compensazione non influenza mai le nostre analisi, opinioni o pareri. I nostri contenuti editoriali vengono creati indipendentemente dalle nostre partnership di marketing e le nostre valutazioni si basano esclusivamente sui nostri criteri di valutazione stabiliti. Per saperne di più clicca qui.

La SEC ha ufficializzato una svolta storica per gli ETF su Bitcoin ed Ethereum ,che permetteranno di riscattare le quote in-kind, in natura, ovvero in criptovalute, invece che in contanti. Una decisione che allinea gli ETF crypto agli standard applicati per gli ETP sulle materie prime, come l’oro.
Inoltre, conferma l’intenzione della SEC di costruire un quadro normativo più moderno e funzionale per gli asset digitali. Non a caso il presidente Paul S. Atkins l’ha definito “un nuovo giorno”.
Perché questa decisione è così importante?
La decisione della SEC di autorizzare i riscatti in-kind per gli ETF su Bitcoin ed Ethereum, sebbene a prima vista possa sembrare poco importante, non lo è affatto.
Fino a oggi, chi voleva uscire da un ETF doveva ricevere contanti, obbligando il fondo a vendere le crypto sottostanti.
Con il nuovo meccanismo, invece, gli investitori potranno ricevere direttamente BTC o ETH. Questo riduce i costi di gestione, migliora l’efficienza fiscale, offre maggiore controllo sull’investimento e allinea gli ETF crypto agli standard tradizionali.
Ma le novità non finiscono qui
Oltre ai riscatti in-kind, la SEC ha dato luce verde a un altro tassello chiave per l’integrazione degli ETF crypto nei mercati finanziari: l’introduzione delle opzioni sugli ETF spot su Bitcoin.
Questo significa che gli investitori potranno ora utilizzare strumenti derivati, come le opzioni call e put, anche sugli ETF Spot, e non solo su quelli sintetici o sui future. Questo aumenta la flessibilità operativa, soprattutto per gli operatori istituzionali e per chi adotta strategie di copertura o di speculazione più sofisticate.
Ma c’è di più: la SEC ha anche moltiplicato per dieci il limite massimo di posizione sulle opzioni di questi ETF. Il tetto passa da 25.000 a 250.000 contratti, ampliando lo spazio di manovra per i grandi investitori e rendendo questi strumenti molto più interessanti per il mercato dei derivati.
Una decisione che apre le porte a un’esplosione del mercato dei derivati crypto, come sottolineato anche da Eric Balchunas di Bloomberg.
Tutti questi aggiornamenti sono già operativi e sottlineano il nuovo corso della SEC, sempre più orientata a integrare gli asset digitali nei mercati regolamentati. Un trend iniziato con l’approvazione degli ETF spot e ora rafforzato dal Genius Act firmato da Donald Trump.
E non è finita: secondo James Seyffart, anche i prossimi ETF sulle altcoin potrebbero includere fin da subito le stesse funzionalità in-kind.
- Hard fork Ironwood: come Zcash ha reso verificabile l’offerta di ZEC
- Bitcoin a $62.300: caso Coldcard e boom Bitcoin Hyper
- CLARITY Act avanza e Bitcoin Hyper supera i $33 milioni
- Bitcoin a $64.000: mercato in consolidamento, Bitcoin Hyper punta ai $33 milioni
- BlackRock: 1-2% in Bitcoin per il retail, cosa cambia
- Hard fork Ironwood: come Zcash ha reso verificabile l’offerta di ZEC
- Bitcoin a $62.300: caso Coldcard e boom Bitcoin Hyper
- CLARITY Act avanza e Bitcoin Hyper supera i $33 milioni
- Bitcoin a $64.000: mercato in consolidamento, Bitcoin Hyper punta ai $33 milioni
- BlackRock: 1-2% in Bitcoin per il retail, cosa cambia