Per questo analista XRP è “centralizzato su tutti i fronti”
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Justin Bons, analista olandese e fondatore del fondo crypto Cyber Capital, è noto per le sue posizioni taglienti sui progetti che considera poco trasparenti.
Il suo ultimo intervento riguarda XRP, che definisce una rete “centralizzata su tutti i fronti”.
“XRP è il token degli autisti di Uber”
L’analista ha criticato duramente l’architettura della sua blockchain e sostiene che XRP presenti poca diversità nei validatori, controllo eccessivo, governance debole e sicurezza economica inesistente.
Per Justin Bons quindi il controllo è concentrato su Ripple e su un gruppo ristretto di validatori. Una situazione che, a suo avviso, rende poco credibili le affermazioni sulla decentralizzazione del progetto.
Le critiche sono diventate più dure quando Bons ha affermato che molti investitori retail che difendono XRP hanno una “conoscenza limitata delle criptovalute” e seguono una narrativa lontana dalla realtà tecnica del progetto.
Definisce XRP “il token degli autisti Uber”, insinuando che la sua popolarità derivi più dal marketing e da slogan accattivanti che da basi solide.
Il dibattito sulla decentralizzazione di XRP non è affatto nuovo. Da anni Ripple viene criticata per la struttura dei suoi validatori, per la grande quantità di token detenuti dall’azienda e per l’influenza che può esercitare sul suo network.
Per analisti come Bons vedono in questi elementi dei limiti e quindi non la considerano una blockchain realmente aperta. I sostenitori, invece, mettono in primo piano la velocità, la liquidità e il suo impiego nei pagamenti transfrontalieri.
Inoltre, XRP opera in una nicchia dove contano soprattutto efficienza nei pagamenti, conformità normativa e adozione aziendale. In un contesto del genere la decentralizzazione assume un peso diverso, a volte per necessità.
I ricercatori più tradizionali danno quindi priorità assoluta alla decentralizzazione, mentre la community di XRP guarda soprattutto all’usabilità, alla liquidità e alle applicazioni istituzionali. Bons appartiene alla prima corrente, per la quale la decentralizzazione è un requisito non negoziabile.
Definire XRP una “truffa” appare eccessivo. Le critiche al suo modello di decentralizzazione, invece, restano legittime. Il confronto acceso nella community rivela i diversi punti di vista su cosa conti davvero in un progetto crypto.
Performance di XRP
XRP non ha risentito del dibattito. Oggi l’asset è in verde con un rialzo di circa il 3% nelle ultime 24 ore e sta continuando a muoversi in un canale discendente.

Se riuscisse a registrare un altro rialzo potrebbe puntare verso la linea di resistenza superiore, tracciata unendo i massimi del 6 ottobre e del 10 novembre, nel range dei 2,18 dollari.
Un breakout aprirebbe spazio fino alla EMA 200 giorni a 2,47 dollari.
La ripresa frena anche un segnale di vendita sul MACD, con la linea blu che torna a distanziarsi da quella rossa. L’RSI a 44 sta risalendo e si avvicina alla linea mediana.
Se dovesse registrare un altro ribasso, il supporto resta nel range dei 1,90 dollari.
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