Liquidazioni per 300 milioni, Bitcoin scende ai minimi da due settimane
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Il mercato delle criptovalute è crollato ai livelli più bassi da più di due settimane, con Bitcoin tornato pericolosamente vicino quota 66mila dollari.

Il calo ha coinciso con una flessione dei titoli azionari statunitensi. I future sul Nasdaq 100 sono ora scambiati a 23.760, il 10% al di sotto del massimo di quest’anno raggiunto a gennaio.
Il clima di avversione al rischio è stato alimentato dall’aumento dei prezzi del petrolio e dal timore che la guerra in Iran non si sarebbe attenuata così rapidamente come molti avevano sperato. Il petrolio rimane al di sopra dei 100 dollari al barile, alimentando i timori di inflazione.
Nella giornata di oggi, alcuni settori del mercato delle altcoin sono stati colpiti più duramente, con ETHFI che ha perso il 6% dalla mezzanotte. WLD, WIF, SEI e FET hanno registrato cali compresi tra il 3,6% e il 4,7%.
Le posizioni long sui future sulle criptovalute, ovvero le posizioni rialziste sulla direzione del mercato, hanno subito il peso maggiore delle liquidazioni nelle ultime 24 ore, con quasi 300 milioni di dollari liquidati, rispetto a soli 50 milioni di dollari nelle posizioni short.
È la quinta volta in 10 giorni che le posizioni long si avvicinano a quel livello di penalizzazione, un’indicazione che i trader erano prevalentemente posizionati per prevedere che la guerra con l’Iran si sarebbe tradotta in un rally dei prezzi che non si è concretizzato.
Il prezzo di XRP è calato di oltre il 2,5% nelle ultime 24 ore, mentre l’open interest sui future è aumentato del 2%, raggiungendo 1,95 miliardi di XRP, il valore più alto dal 2 febbraio.
Questa combinazione indica un rinnovato interesse degli investitori a vendere allo scoperto sul mercato in calo. Il delta cumulativo negativo dei volumi e i tassi di finanziamento negativi suggeriscono la stessa cosa.
I future legati a bitcoin, solana, dogecoin e BNB hanno mostrato un profilo ribassista simile a quello di XRP.
Tra i principali token, la meme coin SHIB presenta il delta cumulativo di volume corretto per l’open interest più elevato, segnalando un’aggressiva strategia di riduzione del rischio, ovvero di vendita allo scoperto, da parte dei trader.
L’analisi del risk reversal mostra che le opzioni put su Bitcoin ed Ether vengono nuovamente scambiate con un premio di volatilità compreso tra 6 e 8 rispetto alle opzioni call, per tutte le scadenze. Ciò indica una forte domanda di protezione contro i ribassi.
Nonostante il crollo dei prezzi, l’indice di forza relativa (RSI) medio di tutte le criptovalute rimane neutrale.
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