Ombre sulla banca crypto del Kirghizistan: CZ cancella il post di smentita
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La Banca Nazionale del Kirghizistan ha approvato la fondazione della Bereket Bank come parte della strategia crypto del paese. Secondo alcune fonti, il figlio del presidente Japarov, Nurdoolot, sarebbe tra i fondatori insieme all’ex presidente del Parlamento Marat Sultanov.
Japarov ha precisato che la banca opera come azienda privata, senza partecipazione statale né controllo familiare, nonostante il coinvolgimento di membri della famiglia.

Dichiarazioni contrastanti generano confusione
Zhao aveva inizialmente risposto alle notizie che lo collegavano all’ideazione della banca negandone il coinvolgimento. Ha dichiarato di non aver mai suggerito la creazione di una banca, di non avere interesse a gestirne una e di non conoscere nemmeno il nome.
Il post in cui smentiva queste voci è stato però successivamente eliminato dal suo profilo X senza altre spiegazioni, alimentando dubbi sull’accuratezza della sua smentita.
La contraddizione è emersa dopo che un articolo di Coin Bureau aveva collegato Zhao alla fondazione della banca, portando la testata a pubblicare una rettifica.
L’intervista di Japarov all’agenzia di stampa Kabar ha fornito ulteriori dettagli, spiegando che Zhao gli aveva proposto a maggio l’idea di aprire insieme una banca digitale.
Secondo Japarov, Zhao avrebbe rifiutato il coinvolgimento in una banca statale, ma accettato di collaborare a un’istituzione privata focalizzata sugli asset virtuali.
Il presidente ha difeso la partecipazione del figlio, spiegando che sia Nurdoolot sia suo fratello Rustam hanno una formazione in economia e finanza, e che il loro obiettivo è attrarre investitori esteri e non perseguire ruoli politici.
“Non è forse meglio che si occupino delle loro attività personali invece di occuparsi di affari di governo?” ha dichiarato Japarov nell’intervista.
Ha inoltre aggiunto che la presenza di Zhao in Kirghizistan è un segnale di fiducia internazionale nei confronti degli sforzi del paese contro la corruzione e dell’impegno per lo sviluppo.
Legami profondi tra Zhao e il Kirghizistan
Nonostante la smentita, Zhao ha mantenuto una stretta collaborazione con il governo kirghiso nel corso del 2024 e anche nel 2025.
Ad aprile, l’Agenzia nazionale per gli investimenti, sotto l’ufficio di Japarov, ha firmato un memorandum d’intesa con Zhao per sviluppare l’ecosistema crypto e blockchain del paese, compreso il supporto infrastrutturale, la consulenza tecnica e progetti educativi.
La collaborazione si è formalizzata durante incontri pensati per trasformare il Kirghizistan in un polo innovativo per la finanza digitale.
A ottobre, Zhao ha annunciato diversi traguardi durante una riunione del Consiglio nazionale per lo sviluppo degli asset virtuali e delle tecnologie blockchain.
Tra queste iniziative ci sono state il lancio di una stablecoin nazionale sulla BNB Chain, la preparazione di una valuta digitale della banca centrale, l’istituzione di una riserva crypto nazionale che include BNB, la collaborazione con Binance Academy per supportare dieci università kirghise e la completa localizzazione dell’app Binance in lingua kirghisa.
Zhao ha anche facilitato partnership tra il Kirghizistan e altre aziende blockchain, come EthSign, offrendo secondo lui un reale valore strategico oltre al semplice investimento di capitale.
Lo scorso maggio, Zhao ha anche partecipato a incontri sul lago Issyk-Kul, in cui si è discusso dell’implementazione di Binance Pay per i pagamenti crypto a livello nazionale e dell’espansione di programmi di formazione sulla blockchain.
“È stato un onore essere invitato dal presidente Sadyr Japarov del Kirghizistan a far parte del Consiglio Nazionale Crypto”, aveva scritto Zhao in quell’occasione.
Dal mese di aprile 2024, Zhao ricopre anche il ruolo di consigliere strategico per il comitato crypto nazionale del paese, guidando lo sviluppo di normative e soluzioni blockchain che vanno oltre la semplice attività di trading.
Ambizioni crypto nella regione in crescita
A marzo, Azat Peruashev, parlamentare del Kazakistan, ha invitato il proprio governo a creare una banca crypto nazionale, preoccupato dal fatto che fino al 90% delle transazioni crypto avvengano fuori dal controllo ufficiale.
Secondo lui, un’istituzione statale potrebbe limitare evasione fiscale, frodi e fuga di capitali legate a piattaforme non regolamentate.

Più di recente, il governo kirghiso ha confermato di voler avviare la sperimentazione della sua valuta digitale, il som digitale, in tre fasi: si partirà dai trasferimenti interbancari, seguirà l’integrazione con la Tesoreria centrale per i pagamenti pubblici, per poi passare ai test sulle transazioni offline.
La Banca Nazionale deciderà se emettere la CBDC in modo definitivo dopo aver completato le valutazioni entro il 2026.
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