JPMorgan segnala una netta divergenza tra i flussi degli ETF su Bitcoin e oro dopo il conflitto in Iran
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La correlazione tra Bitcoin (BTC) e l’oro si è interrotta sotto la pressione del conflitto in Iran, secondo una nota agli investitori di JPMorgan.
Mentre l’instabilità geopolitica solitamente spinge verso una domanda unificata di beni rifugio, i due asset si stanno attualmente muovendo in direzioni opposte.
Questo decoupling rivela un cambiamento significativo nel modo in cui il capitale tratta l'”oro digitale” rispetto a quello reale.
Invece di muoversi all’unisono come coperture contro la crisi, gli investitori stanno ruotando aggressivamente i capitali, decretando un chiaro vincitore nel mercato degli ETF dalla fine di febbraio.
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Cosa mostrano realmente i dati di JPMorgan sui flussi degli ETF di Bitcoin
Da quando il conflitto si è intensificato il 27 febbraio, gli analisti di JPMorgan riportano una netta divergenza nei flussi di capitale. Il più grande ETF sull’oro, SPDR Gold Shares (GLD), ha subito deflussi pari a circa il 2,7% dei suoi asset in gestione (AUM).
Al contrario, l’iShares Bitcoin Trust (IBIT) di BlackRock ha assorbito afflussi pari a circa l’1,5% dei suoi asset nello stesso arco di tempo.
Gli analisti di JPMorgan, guidati dal Managing Director Nikolaos Panigirtzoglou, hanno evidenziato nella loro recente nota agli investitori che questo inverte la tendenza vista all’inizio dell’anno, quando i fondi sull’oro detenevano il vantaggio.
I dati non lasciano spazio a dubbi. Sebbene l’oro sia stato tradizionalmente l’asset di sicurezza predefinito durante le tensioni in Medio Oriente, il capitale sta attualmente votando per l’esposizione a Bitcoin.
Il posizionamento istituzionale riflette generalmente un allontanamento dal metallo prezioso a favore degli ETF Bitcoin spot, nonostante la maggiore volatilità intrinseca degli asset crittografici.
È interessante notare che gli afflussi di IBIT dall’inizio del 2024 sono ora circa il doppio dell’accumulazione totale registrata da GLD, cementando ulteriormente lo spostamento della dominanza tra i prodotti scambiati in borsa.
Bitcoin sta sostituendo l’oro come bene rifugio?
La divergenza va oltre i flussi principali. JPMorgan osserva che, mentre gli ETF Bitcoin spot registrano afflussi, i mercati dei derivati istituzionali dipingono un quadro più cauto. Gli hedge fund sembrano ridurre l’esposizione diretta a Bitcoin anche se gli acquirenti di ETF aumentano il passo.
L’interesse allo scoperto (short interest) su IBIT è effettivamente aumentato dall’inizio del conflitto, mentre quello su GLD è diminuito. Questo riduce il divario tra i due, suggerendo che gli hedge fund stiano coprendo le loro scommesse crypto pur favorendo l’oro per un posizionamento puramente difensivo.
Ciò crea una struttura di mercato complessa. Gli investitori retail e i consulenti d’investimento registrati (RIA) stanno probabilmente guidando la domanda degli ETF, trattando Bitcoin come un asset risk-off insieme al dollaro. Nel frattempo, i desk più sofisticati stanno coprendo il rischio di ribasso mentre il petrolio supera i 100 USD, un fattore macro che tipicamente mette sotto pressione gli asset di rischio.
L’attività sulle opzioni conferma questa cautela istituzionale. La richiesta di protezione al ribasso su Bitcoin è aumentata, in contrasto con la pressione d’acquisto incessante nel mercato degli ETF spot. Tuttavia, l’entità della rotazione — vendere oro per comprare Bitcoin — suggerisce che la narrativa dell'”oro digitale” stia reggendo sotto pressione meglio di quanto previsto dagli scettici.
Previsione prezzo Bitcoin: BTC può mantenere il livello di 70.000 USD?
L’azione dei prezzi rimane resiliente nonostante i segnali contrastanti provenienti dai mercati dei derivati. Anche con i timori inflazionistici legati alla guerra che dominano i titoli dei giornali, Bitcoin viene scambiato sopra i 70.000 USD, mostrando forza dove gli asset legacy hanno vacillato.

Scenario Bull: Se gli afflussi negli ETF persistessero a questo ritmo dell’1,5%, Bitcoin punterebbe alla fascia di resistenza di 80.000 USD. Il superamento di quel livello aprirebbe la strada per testare nuovamente i massimi storici. I modelli di valutazione di JPMorgan hanno precedentemente indicato Bitcoin come sottovalutato rispetto all’oro in termini di capitale corretto per la volatilità, suggerendo margini per uno squeeze al rialzo.
Scenario Bear: Se la liquidità macro dovesse restringersi ulteriormente, il supporto resta saldo a 64.000 USD. Una rottura al di sotto di questo livello validerebbe il crescente interesse short e probabilmente forzerebbe una chiusura della recente leva finanziaria. I trader devono monitorare attentamente il punto medio di 70.000 USD; perderlo segnalerebbe l’esaurimento della domanda di bene rifugio.
Il prossimo catalizzatore principale non è solo sul grafico, ma presso la Federal Reserve. Se i prezzi del petrolio rimarranno alti, la pressione inflazionistica potrebbe costringere le banche centrali a mantenere i tassi elevati più a lungo, mettendo alla prova la resilienza sia dell’oro che del Bitcoin.
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