Crollo XRP: Il mercato cancella 90 milioni di dollari in un lampo
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Nelle ultime ore, il mercato delle criptovalute ha virato bruscamente verso il basso, coinvolgendo quasi tutte le principali altcoin. Tra queste, anche XRP, la terza criptovaluta per capitalizzazione, ha subito un duro colpo, dopo una settimana da protagonista assoluta.
Quello che, fino a ieri sera, era tra i migliori performer, è crollata a doppia cifra toccando un nuovo minimo settimanale. Questo ha causato perdite significative per i trader troppo esposti con posizioni long, persino più di quanto accaduto con BTC.
XRP in discesa rapida
Il token per i pagamenti transfrontalieri di Ripple era in fase di crescita costante da oltre una settimana. Vale la pena ricordare che l’asset era uscito dal suo range di consolidamento (tra $2,2 e $2,3) – dove era rimasto per circa un mese – e aveva superato rapidamente i $3 in pochi giorni.
I rialzisti hanno continuato a premere sull’acceleratore e, dopo oltre sette anni, XRP ha fatto la storia superando il suo massimo storico di gennaio 2018 a $3,4, segnando un nuovo record sopra i $3,65. In una sola settimana, la criptovaluta ha guadagnato oltre il 50%, portando la sua capitalizzazione di mercato ben oltre i 200 miliardi di dollari.
Successivamente, il prezzo ha oscillato per qualche giorno tra il vecchio e il nuovo massimo storico. Nelle ultime 12 ore, però, i ribassisti hanno preso il controllo, spingendo con forza XRP verso il basso. Nel giro di poche ore, la terza criptovaluta per capitalizzazione è precipitata da quasi $3,6 a meno di $3, perdendo circa il 15% del suo valore. Nonostante un leggero rimbalzo, il calo giornaliero resta superiore all’11%. Al momento, il token è scambiato a $3,01.

La conseguenza più evidente è stata un’ondata di liquidazioni che ha colpito soprattutto i trader con posizioni long altamente a leva. Secondo i dati di CoinGlass, le liquidazioni giornaliere su XRP hanno superato i 93 milioni di dollari, un valore persino superiore a quello registrato su Bitcoin (circa 70 milioni), e secondo solo a Ethereum.

Questo dimostra quanto XRP fosse diventata “sovra-affollata” nel lato long del mercato, con molti trader e investitori esposti nella speranza che il trend rialzista continuasse. Il forte movimento al ribasso ha agito come una sorta di “reset” tecnico, spazzando via gli eccessi e riportando volatilità su un asset che nelle scorse settimane aveva guadagnato rapidamente terreno.
Correzione o inversione di trend? XRP al bivio
La domanda che ora domina tra gli operatori del mercato è se il recente crollo di XRP rappresenti una correzione tecnica fisiologica dopo una corsa esplosiva, oppure se segnali l’inizio di una fase più strutturale di debolezza.
Come spesso accade nei mercati crypto, i movimenti eccessivamente verticali — sia al rialzo sia al ribasso — tendono a generare reazioni violente. Il rally che ha portato XRP da poco sopra i $2,30 fino a superare i $3,60 in pochi giorni è stato alimentato da un’euforia crescente e da un’accelerazione del sentiment retail, che ha spinto molti a entrare a mercato senza attendere conferme strutturali. Questo ha lasciato spazio a un consolidamento, o peggio, a una correzione più marcata.
Supporti tecnici chiave sotto osservazione
Ora l’attenzione si sposta sui livelli tecnici: il primo supporto da monitorare è in area $2,85–$2,90, dove si concentra un precedente livello di breakout e una zona ad alta attività di scambio. Una tenuta convincente di questa fascia potrebbe fornire una base per un nuovo tentativo di ripartenza, magari più sostenibile rispetto al recente pump.
Se invece questo livello dovesse cedere, il prossimo supporto critico si trova intorno ai $2,60–$2,65, che corrisponde al vecchio tetto del range di consolidamento durato oltre un mese. Un ritorno sotto questa soglia cancellerebbe gran parte dei guadagni recenti e suggerirebbe che il rally potrebbe essere stato solo un “false breakout”.
Liquidità, macro e psicologia del mercato
Oltre ai fattori tecnici, sarà determinante anche la reazione della liquidità sul mercato: l’ondata di liquidazioni ha temporaneamente ridotto l’interesse speculativo, ma potrebbe anche creare terreno fertile per ingressi a sconto da parte di investitori istituzionali o più pazienti.
In parallelo, non vanno sottovalutati i fattori macroeconomici (come le politiche monetarie USA e la pressione normativa sul settore crypto), che potrebbero influenzare il sentiment generale nei prossimi giorni.
Infine, c’è un aspetto psicologico da considerare: la rottura del massimo storico dopo sette anni aveva innescato aspettative altissime. Il fatto che queste siano state disattese così rapidamente potrebbe generare disillusione e vendite impulsive, alimentando ulteriormente la pressione ribassista.
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