Chi investe in crypto è un narcisista e un cospirazionista con diversi lati oscuri. Siete così?

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Secondo un recente studio accademico, il possesso di criptovalute può essere collegato a tratti della personalità “oscuri” come narcisismo, machiavellismo, psicopatia e tendenza a vedere delle cospirazioni.

Lo studio, che ha coinvolto tre ricercatori – Shane Littrell, Casey Klofstad e Joseph E. Uscinski – ha anche suggerito un collegamento tra gli investimenti crypto e alcuni dati demografici.

Per esempio è emerso che l’identikit di chi investe in questo settore è: un uomo, attratto da piattaforme di social media alternative, con convinzioni cospirative e con la sensazione che il sistema lo abbia maltrattato.

Il collegamento tra le crypto e la sfiducia sociale

Lo studio, approvato dall’Università di Miami, si è basato su una serie di interviste a oltre 2.000 adulti americani per cercare di comprendere la tipologia di chi possiede e investe in crypto. I ricercatori hanno esaminato dati demografici, opinioni politiche, tratti della personalità e abitudini sui social media per identificare i fattori che influenzano gli investimenti.

Entrando nel merito è emerso che questa tipologia di investitori hanno spesso redditi leggermente più alti della media. Inoltre tendono a vivere la sensazione di dover affrontare spesso delle brutte situazioni e diffidano delle fonti di informazione tradizionali, affidandosi piuttosto a piattaforme come Telegram, YouTube, Reddit, Twitter e blog per le news su politica, attualità e questioni sociali.

È inoltre emerso che queste persone tendono a impegnarsi in accese discussioni, non apprezzano il controllo centralizzato, valorizzano il dibattito e si oppongono quando vengono istruiti su cosa fare.

Me entriamo più nel dettaglio dei vari profili.

Cospirazionismo, stili di pensiero e atteggiamenti verso la scienza

Il possesso di criptovaluta è correlato a diverse variabili che, come si è scoperto, predicono una maggiore apertura verso affermazioni epistemicamente deboli e credenze infondate, prive di solide prove, logica o ragionamento robusto.

Ad esempio, sebbene la detenzione di crypto sia debolmente associata alla conoscenza scientifica generale e alle abilità matematiche autodichiarate, risulta ancora più strettamente legata a una maggiore percezione di schemi generalizzati auto-riferiti, a livelli più elevati di pensiero cospiratorio e alla credenza in un numero maggiore di teorie del complotto.

Questi risultati potrebbero sembrare in contrasto con altri dati che mostrano come l’investimento in criptovalute sia debolmente associato a una fiducia generale nella comunità scientifica e a una minore sfiducia negli esperti.

Tuttavia, il fatto che i proprietari di criptovalute siano più inclini a credere nelle cospirazioni, pur mostrando una certa fiducia negli esperti scientifici, può essere spiegato dalla loro maggiore intolleranza all’incertezza e dal desiderio più marcato di risolvere i problemi.

In conclusione, i risultati di questa parte della ricerca supportano l’idea per cui gli individui che hanno acquistato criptovalute mostrao livelli più elevati di fattori comunemente associati al complotto.

Gli investitori in criptovalute non si adattano allo schema sinistra-destra

I risultati dello studio, inoltre, indicano che gli appassionati di criptovalute riflettono tendenze globali più ampie verso atteggiamenti anti-establishment e comportamenti non convenzionali.

In aggiunta, è emersa una correlazione tra il possesso di criptovalute e comportamenti problematici nei confronti delle scommesse o del gioco d’azzardo. Le sue connessioni con altre possibili tendenze negative, come l’impulsività, la paranoia e diverse forme di aggressività, invece, non sono emerse con chiarezza.

La ricerca ha anche evidenziato che i soggetti mostrano una maggiore propensione a sostenere gruppi estremisti e ad adottare ideologie populiste. Questo nonostante abbiano manifestato identità politiche variegate, che non si limitano alle tradizionali categorie di “sinistra” o “destra”. Questa scoperta, dunque, mette in discussione le precedenti concezioni secondo cui le criptovalute sono associate esclusivamente a convinzioni finanziarie di estrema destra.

Attributi di personalità, emotivi e motivazionali

Altro aspetto molto interessante è quello che associa il possesso di criptovalute a diverse caratteristiche della personalità cosiddetta “oscura”, tra cui il narcisismo, il machiavellismo, la psicopatia e addirittura il sadismo. Inoltre i crypto-trader tendono anche a ottenere punteggi più alti nelle misurazioni legate a paranoia, attributi schizotipici, dogmatismo, propensione al vittimismo e reattanza psicologica. Hanno anche indicato che gli obiettivi legati al raggiungimento del successo e di un certo status sono più importanti rispetto agli obiettivi comuni che implicano l’aiuto agli altri.

Questi risultati mostrano anche come i proprietari di criptovalute mostrino livelli più elevati di effetti emotivi negativi ma, allo stesso tempo, anche livelli più elevati di affetto emotivo positivo.

In conclusione, emerge chiaramente una tendenza tra gli investitori di criptovalute verso la diffidenza, il populismo e il cinismo, soprattutto nei confronti delle istituzioni, con conseguenze comportamentali non conformi agli standard e impatti su larga scala sulla società.

Certo, queste ricerche forniscono un quadro generale che, in questo caso specifico, fa discutere ma che spinge gli appassionati di crypto a interrogarsi su quali di questi tratti riconoscono di avere e quali no.

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