Bitcoin ed Ethereum accelerano dopo 290 milioni di short liquidati
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Nelle ultime 24 ore il mercato crypto ha registrato una delle giornate più significative degli ultimi mesi: 290 milioni di dollari in posizioni short sono stati liquidati su Bitcoin ed Ethereum, innescando un’accelerazione dei prezzi che ha portato BTC a 78.280 dollari ed ETH a circa 2.405 dollari sul mercato spot. Entrambi gli asset hanno superato livelli di resistenza chiave – rispettivamente 77.000 dollari per Bitcoin e 2.350 dollari per Ethereum – che da settimane fungevano da tetto tecnico.
Il meccanismo alla base del movimento è quello classico del short squeeze: l’accelerazione al rialzo ha colpito le soglie dove si concentravano le posizioni short più esposte, forzando la chiusura automatica di quei contratti e alimentando ulteriore pressione rialzista. Il ciclo di liquidazioni forzate ha agito come carburante, trasformando un movimento inizialmente ordinato in una corsa verticale nei prezzi.

Meccanica delle liquidazioni: open interest, funding rate e struttura del mercato
Secondo i dati di Coinglass, i 290 milioni in short liquidati provengono in larga parte da posizioni aperte su Bitcoin ed Ethereum, i due asset con il maggior valore nozionale nei mercati futures. La mappa di liquidazione di Coinglass indica che il grosso delle posizioni è stato spazzato via esattamente ai break di 77.000 dollari su BTC e 2.350 dollari su ETH, due zone tecnicamente sensibili da cui si sono innescate le squeeze più violente.

Su Binance, il solo mercato perpetual su Bitcoin ha registrato l’aggiunta di circa 700 milioni di dollari in open interest nelle ultime 24 ore. È un dato rilevante, ma va contestualizzato: il livello attuale di open interest rimane inferiore a quello raggiunto durante il rally del 17 aprile, il che significa che la spinta attuale è avvenuta con una leva finanziaria aggregata più contenuta rispetto a quel precedente – un segnale strutturalmente più sano.
I funding rate mostrano una divergenza interessante: il tasso aggregato su BTC si attesta a -0,0080%, ancora negativo, mentre quello su ETH è già positivo a +0,0028%. La differenza è minima in termini assoluti, ma racconta qualcosa di preciso: Bitcoin era più pesantemente shortato nelle sessioni precedenti, in particolare dopo il bull trap del 17 aprile, e una parte consistente di quelle posizioni è ora stata liquidata. Gli altcoin seguono ETH in territorio positivo, confermando un ritorno dell’appetito per il rischio sul mercato.
Sia il CVD spot che il CVD perpetual mostrano una predominanza di taker buy sugli order book aggregati: i compratori sono la componente più aggressiva, quella che muove i prezzi, mentre i venditori agiscono passivamente. Particolarmente significativo è il fatto che anche sul mercato spot – dopo un lungo periodo in cui il Cumulative Volume Delta segnalava forza prevalente dai venditori – i compratori siano tornati a farsi sentire.
Bitcoin: i livelli tecnici da monitorare
Bitcoin ha superato la resistenza a 77.000 dollari e si trova ora a consolidare nell’area di 78.000-78.500 dollari. Il supporto immediato da difendere è 78.000 dollari: una chiusura giornaliera o settimanale sopra questo livello darebbe agli operatori il tempo necessario per costruire nuove posizioni e validare il breakout. La zona resistenziale successiva si colloca tra 79.500 e 80.000 dollari, dove si concentrano ulteriori posizioni short che potrebbero essere liquidate in caso di accelerazione, alimentando un nuovo leg up.

Il target ideale per il breve periodo rimane 80.000 dollari: a quella quota sono presenti cluster di liquidazione short che potrebbero fungere da ulteriore propellente rialzista, replicando la dinamica già vista a 77.000 dollari. Sul lato opposto, un ritorno sotto 76.500 dollari riaprirebbe lo scenario di correzione e configurerebbe il movimento attuale come un altro episodio di dead-cat bounce.
Per un’analisi approfondita dei livelli di resistenza e dei possibili ritracciamenti su Bitcoin nelle prossime settimane, è utile consultare le previsioni di prezzo su Bitcoin con i target a 90.000 dollari.
Ethereum: i livelli tecnici da monitorare
Ethereum ha rotto la resistenza a 2.350 dollari e si trova ora attorno a 2.405 dollari, appena sopra il supporto chiave che ha già assorbito la prima ondata di vendite post-breakout. Il livello da difendere è 2.400 dollari: una tenuta sopra questa soglia nelle chiusure giornaliere aprirebbe la strada verso la resistenza successiva a 2.500 dollari, dove si concentrano ulteriori posizioni short e dove il momentum potrebbe amplificarsi.

A differenza di Bitcoin, il funding rate di ETH è già in territorio positivo, segnale che il mercato ha assorbito più rapidamente le posizioni short e che il sentiment si è già orientato verso il rialzo. Questo rende Ethereum potenzialmente più vulnerabile a un pullback rapido qualora i compratori non dessero seguito alla domanda attuale, ma suggerisce anche un ritorno di interesse genuino verso l’asset dopo un lungo periodo di sottoperformance relativa. Per le dinamiche di prezzo su ETH, si veda anche l’analisi sui movimenti di prezzo di Ethereum.
Scenario Bull e Bear: cosa monitorare nelle prossime sessioni
Scenario Bull: Bitcoin chiude la candela settimanale sopra 78.000 dollari, l’open interest continua a espandersi senza che il funding rate vada in territorio fortemente positivo, e i flussi ETF confermano la direzione positiva già segnalata dai dati recenti. In questo contesto, il movimento verso 80.000 dollari su BTC e 2.500 dollari su ETH diventa lo scenario di riferimento, con nuove liquidazioni short a fare da acceleratore lungo il percorso.
Scenario Bear: Il rally si rivela un’altra trappola come il 17 aprile. BTC non riesce a tenere 78.000 dollari in chiusura giornaliera, l’open interest crolla e il funding rate si impenna in territorio positivo troppo rapidamente – segnale di mercato surriscaldato senza basi spot solide. In quel caso, un ritorno sotto 76.000 dollari su BTC e 2.300 dollari su ETH riaprirebbe la fase distributiva.
Il contesto di volatilità e i meccanismi che precedono questi rally sono analizzati in dettaglio in questo approfondimento sulle dinamiche di prezzo di Bitcoin.
Gli indicatori concreti da tenere sotto osservazione nelle prossime ore e giorni:
- Chiusura settimanale BTC sopra 78.000 dollari – il livello minimo per validare il breakout e distinguerlo da un falso movimento.
- Funding rate BTC – deve restare vicino allo zero o lievemente negativo; un’impennata rapida in positivo segnalerebbe eccesso speculativo e rischio di correzione.
- Open interest su Binance perpetuals – espansione graduale è costruttiva; collasso brusco nelle prossime 12-24 ore indicherebbe de-risking accelerato.
- Flussi ETF settimanali – dopo una settimana con deflussi combinati da Bitcoin ed Ether ETF superiori a 290 milioni di dollari, un’inversione dei flussi istituzionali sarebbe il segnale più robusto per la continuazione del rally.
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