Arthur Hayes critica l’Europa e invita a convertire gli euro in BTC
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Il co-fondatore di BitMEX Arthur Hayes è un personaggio influente nel mondo crypto ed è abituato a esprimere le sue idee in maniera schietta e senza giri di parole, spesso andando anche un po’ oltre nella critica.
Questa volta le sue invettive hanno preso di mira Christine Lagarde, la Presidente della Banca Centrale Europea (BCE). Nel suo saggio, Bastille Day, la ritiene responsabile per quanto accaduto all’Euro, una moneta condannata e dalla quale gli europei dovrebbero fuggire il prima possibile per abbracciare Bitcoin.
La Francia nell’occhio del ciclone
Hayes ha paragonato l’attuale crisi dell’Eurozona alla Francia del XVIII secolo, alla vigilia della Rivoluzione. Allora il Regno accumulò un debito insostenibile per finanziare guerre, con metà delle entrate destinate agli interessi.
Nobiltà e clero godevano di privilegi fiscali, mentre il Terzo Stato subiva tasse e carestie. Questa combinazione di élite scollegate dalla realtà e finanze pubbliche in rovina portò a una crisi di fiducia, con i mercati che rifiutarono di prestare altri fondi alla monarchia.
Secondo Hayes, oggi l’Euro e soprattutto la Francia rischiano un destino simile: debito fuori controllo, fuga di capitali e perdita di credibilità internazionale.
L’Hexagone ha registrato un deficit colossale pari al 38% del PIL in termini di portafoglio netto. Inoltre, circa il 60% dei titoli di Stato e il 70% del debito bancario di lungo termine sono detenuti da investitori esteri, soprattutto tedeschi e giapponesi.
Hayes ricorda che lo scenario geopolitico sta cambiando radicalmente. Come aveva profetizzato Macron, nessuno potrà sottrarsi al “nuovo ordine mondiale”. L’era della globalizzazione finanziata a debito si avvia al tramonto.
Germania e Giappone, storici fornitori di capitali, stanno infatti richiamando i loro fondi per sostenere le industrie nazionali, e per la Francia diventerà sempre più difficile contare su aiuti esterni.
La conclusione di Hayes è ovviamente delle più tragiche: alla Francia resterebbero solo due alternative: il default o un’immissione di valuta fresca da parte della BCE, ma in entrambi i casi a pagare sarebbero i risparmiatori francesi.
La meccanica infernale dell’euro
A sostegno della sua analisi Hayes ha anche citato i saldi TARGET2, che misurano i movimenti di capitale tra i Paesi dell’Eurozona. Un saldo positivo indica afflussi (fiducia, sicurezza), uno negativo, fuga di capitali. Dal 2020 il Paese è passato da un surplus al peggior deficit dell’area euro, per questo i depositi si stanno spostando verso Germania e Lussemburgo, ritenuti più sicuri.
Per l’ex trader, l’euro è un “abominio” progettato per soffocare le economie locali. Se nel 2011-2012 il compromesso franco-tedesco aveva retto grazie alla stampa di moneta da parte della BCE, oggi un’operazione del genere non sarebbe più possibile, perché Berlino e Parigi non remano più nella stessa direzione.
Hayes arriva persino a quantificare i costi: secondo lui, il salvataggio delle banche europee dai passivi francesi richiederebbe 5.020 miliardi di euro, una somma che non potrebbe che arrivare dalla BCE.
La fuga in avanti e il rifugio Bitcoin
Nello scenario delineato da Hayes, i francesi vedrebbero presto i loro risparmi erosi dalla svalutazione. Questo favorirebbe turismo ed export, ma annienterebbe l’economia nazionale e favorirebbe una fuga di capitali da 650 miliardi.
In questo contesto, Bitcoin e oro emergono come unici rifugi credibili. Hayes si spinge addirittura oltre: a suo dire, la maggior parte del capitale in uscita dal sistema europeo finirà proprio su BTC.
La sua tesi è rafforzata da un confronto: azioni e obbligazioni europee sottoperformano rispetto a Bitcoin e oro dal 2021.
Provocazione o avvertimento?
Bisogna prendere Hayes alla lettera? Probabilmente no. Hayes può anche provocare, ma dietro le sue sparate restano nodi concreti. Quanto è davvero sostenibile il debito francese? Fino a che punto possiamo dipendere da capitali esteri che oggi iniziano a voltare le spalle?
E soprattutto: la BCE ha ancora la forza per tenere insieme un’Eurozona sempre più divisa? La risposta, per chi guarda ai mercati, è impietosa: l’euro poggia su fondamenta fragili, mentre Bitcoin continua a guadagnare credibilità come bene rifugio.
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