Francia vieta Polymarket: il cerchio europeo si chiude tra volumi record

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La Francia ha bloccato Polymarket il 16 luglio 2026, completando il divieto europeo, ma i volumi sulla finale Argentina-Spagna restano significativi nonostante le restrizioni.
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Il 16 luglio 2026 la Francia ha ordinato lo stop di Polymarket nel Paese, in una fase di blocchi che, secondo la fonte, includeva già Italia e Portogallo. Il provvedimento è arrivato nell’immediato contesto della finale della Coppa del Mondo tra Argentina e Spagna, un evento che, secondo quanto riportato da criptovaluta.it, ha comunque generato volumi significativi sulla piattaforma nonostante le restrizioni in vigore.

La dinamica evidenzia una lettura netta sul funzionamento delle misure: “Le barricate dei governi non sembra stiano funzionando granché”, e “anche di straforo (o tramite le crypto)” il pubblico ha comunque scelto di accedere ai mercati legati al mondiale. Il traffico si è spostato – almeno in parte – verso canali alternativi, inclusi token crypto emessi da fan token legati alle nazionali coinvolte.

  • Blocco europeo completato: Francia aggiunta alla lista dei Paesi che vietano Polymarket; con la Francia che si è aggiunta “alla già lunga lista” di Paesi europei che avevano ordinato l’oscuramento lo scorso 16 luglio.
  • Volumi invariati: nonostante i blocchi, la piattaforma ha continuato a registrare volumi rilevanti sulla finale Argentina-Spagna; i token delle due nazionali hanno segnato movimenti molto importanti, anche con più del raddoppio del valore.
  • Kalshi sotto osservazione: il concorrente americano registra volumi quasi esclusivamente dagli eventi sportivi, con la concentrazione della liquidità sullo sport che emerge come elemento ricorrente nel testo.

Il provvedimento francese e il quadro europeo

La decisione delle autorità francesi chiude quello che la fonte originale definisce un «cerchio europeo»: con la Francia, i principali Paesi calcistici del continente – Italia e Portogallo – e la Francia hanno ora una chiusura nel quadro descritto come “cerchio europeo” all’interno del quale mancavano “soltanto i cugini transalpini”. L’ordine di oscuramento del sito in Italia era stato ripreso pochi giorni prima del 16 luglio 2026.

Screenshot of Polymarket platform focused on 2024 election predictions.

Il quadro normativo europeo tratta i prediction market come operatori di scommesse privi di licenza locale, non come piattaforme di derivati finanziari. È una distinzione cruciale: negli Stati Uniti, la Commodity Futures Trading Commission ha classificato i contratti su eventi come strumenti assimilabili alle opzioni binarie, aprendo la strada a un regime regolamentare separato da quello del gioco d’azzardo. In Europa, questa distinzione non è stata recepita, e le autorità competenti – dall’ADM italiana alla Kansspelautoriteit olandese – applicano la normativa sul gioco d’azzardo tradizionale.

Il Portogallo ha adottato misure analoghe in occasione di eventi elettorali, contestando la mancanza di autorizzazione e il divieto statutario di scommesse su eventi politici. I Paesi Bassi hanno minacciato sanzioni settimanali a carico dell’operatore.

  • Italia: ordine di oscuramento del sito ripreso pochi giorni prima del 16 luglio 2026.
  • Francia: ordine di blocco emesso il 16 luglio 2026.
  • Portogallo: blocco già operativo, motivato sia dall’assenza di licenza sia da un divieto esplicito sulle scommesse politiche.
  • Paesi Bassi: procedimento formale con minaccia di sanzioni settimanali a carico dell’operatore.

L’impatto sul mercato crypto e la risposta degli utenti

L’effetto pratico dei blocchi appare limitato. Polymarket è una piattaforma basata su infrastruttura blockchain, il che rende il geo-blocking un ostacolo aggirabile attraverso l’uso di canali crypto. Gli utenti europei tecnicamente attrezzati hanno continuato ad accedere ai mercati, mentre una parte della domanda si è spostata su alternative native al segmento crypto.

I token delle nazionali argentina e spagnola – già esistenti da anni come fan token – hanno registrato movimenti di prezzo significativi nelle fasi avanzate del torneo. Secondo quanto analizzato da criptovaluta.it, i due asset hanno superato il raddoppio di valore quando i team hanno iniziato a battere altri candidati seri. Si tratta di mercati con liquidità ridotta e alta volatilità intrinseca, non comparabili per profondità ai mercati su cui opera Polymarket, ma che hanno assorbito parte della domanda speculativa che i blocchi avrebbero dovuto eliminare.

Argentina national football team logo alongside Socios.com logo.

Il concorrente americano Kalshi registra anch’esso volumi concentrati quasi esclusivamente dagli eventi sportivi. La concentrazione della liquidità dei prediction market sullo sport è una costante di settore, non un’anomalia legata al singolo evento. Questo dato complica la narrativa regolamentare europea: se l’obiettivo dichiarato è proteggere i consumatori dalle scommesse non autorizzate, i volumi continuano a transitare comunque, semplicemente attraverso canali meno trasparenti.

Vale la pena notare anche un elemento di sistema segnalato dalla fonte: i ricavi di Polymarket finanziano già il calcio italiano. La piattaforma è formalmente vietata in Italia, ma la sua presenza economica nell’ecosistema sportivo del Paese è documentata. Questa dissonanza tra il divieto d’accesso all’utente finale e la permeabilità commerciale del sistema è uno degli aspetti più difficili da gestire per le autorità di regolamentazione.

Il precedente normativo e la storia italiana

La vicenda italiana merita un approfondimento, perché esemplifica meglio di ogni altra la difficoltà strutturale di applicare framework normativi concepiti per il gioco d’azzardo tradizionale a piattaforme DeFi.

Polymarket era stata inserita nella blacklist ADM. La piattaforma ha presentato ricorso al TAR Lazio, ottenendo una rimozione temporanea. Il 10 luglio 2026, con un nuovo provvedimento, l’ADM ha reiscritto il dominio nella lista dei siti di gioco inibiti.

Questo ciclo – blocco, ricorso, rimozione, nuovo blocco – riflette un problema di classificazione che non è stato risolto in sede legislativa. La questione centrale rimane invariata: un prediction market che permette di acquistare e rivendere quote su eventi futuri è più vicino a una scommessa o a un contratto derivato? La risposta determina quale autorità è competente e quale normativa si applica.

Il confronto con il contesto statunitense è istruttivo. Nel gennaio 2022, la CFTC aveva sanzionato l’operatore di Polymarket con una penale civile per aver offerto opzioni binarie su eventi senza registrazione, imponendo contestualmente l’adozione di procedure KYC e il blocco geografico per gli utenti americani. Quella sanzione ha però prodotto un effetto collaterale: ha definito formalmente i contratti su eventi come strumenti derivati, fornendo una base normativa – seppure punitiva nella sua prima applicazione – che in Europa non esiste ancora.

CFTC headquarters building with American flag and entrance view.

Sviluppi attesi e scenari probabili

Nel breve termine, il quadro europeo non è destinato a cambiare. L’assenza di un framework armonizzato a livello ESMA lascia ogni Paese membro libero di classificare i prediction market secondo le proprie normative nazionali sul gioco d’azzardo, con il risultato di una patchwork di blocchi nazionali che non coordina né la supervisione né la tutela del consumatore.

Alcune possibilità a medio termine:

  • Guidance ESMA: un’eventuale indicazione europea sulla natura giuridica dei contratti su eventi potrebbe aprire un percorso di licenza alternativo a quello del gioco d’azzardo, ma i tempi istituzionali rendono questo scenario improbabile prima del 2027.
  • Arbitraggio giurisdizionale: Polymarket potrebbe riposizionare infrastrutture in giurisdizioni più permissive, replicando strategie già adottate da altri operatori crypto nella fase post-MiCA.
  • Crescita dei token alternativi: se i blocchi si consolidano, la domanda speculativa sugli eventi sportivi potrebbe continuare a spostarsi verso fan token e strumenti DeFi con minore liquidità ma maggiore resistenza alla censura.

Nel frattempo, l’osservazione della fonte originale rimane la più appropriata per descrivere lo stato attuale: le barricate dei governi non sembrano stiano funzionando granché. Non è un giudizio di valore, ma una descrizione dello stato del mercato: la domanda è distribuita, la tecnologia è resistente al blocco, e i volumi trovano sempre un percorso alternativo. Il problema regolamentare è reale, ma la soluzione non sembra risiedere nel blocco del dominio.

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