CONSOB in crisi: si indebolisce la linea dura contro le crypto

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Lo stallo alla CONSOB indebolisce la linea anti-crypto italiana e aumenta l’incertezza normativa per exchange, MiCA e investitori.
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Ultimo aggiornamento: 

La mancata nomina del successore di Paolo Savona alla presidenza della CONSOB – accelerata dal ritiro della candidatura di Federico Freni sotto la pressione politica di Forza Italia – configura uno stallo istituzionale con implicazioni operative misurabili per l’intero comparto crypto italiano. Questo articolo non fornisce target di prezzo né previsioni di mercato: non esprime alcun giudizio sulla direzione futura di Bitcoin né di alcun asset digitale.

Fornisce, invece, un framework analitico in quattro dimensioni – struttura istituzionale della CONSOB e suo ruolo nel mercato crypto, meccanismo di trasmissione della paralisi normativa, segnale regolatorio e sue implicazioni operative per i diversi attori di mercato, e scenari condizionali con indicatori discriminanti – per interpretare cosa rivela questo stallo sulla postura strutturale dell’Italia verso il settore crypto. La domanda analitica centrale è la seguente: lo stallo alla CONSOB rappresenta una pausa istituzionale temporanea o un riallineamento strutturale del clima normativo italiano verso i mercati digitali?

La struttura istituzionale della CONSOB e il suo ruolo nel mercato crypto italiano


La CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) è l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari italiani, con mandato che si estende alla tutela degli investitori, alla trasparenza delle offerte al pubblico e alla supervisione degli intermediari autorizzati. Nel contesto crypto, il suo ruolo si è progressivamente consolidato lungo tre direttrici principali:

  • Vigilanza sulle offerte al pubblico di cripto-attività che ricadono nella definizione di strumenti finanziari ai sensi della Direttiva MiFID II (D.Lgs. 58/1998, TUF).
  • Emissione di ordini di sospensione e divieto nei confronti di operatori non autorizzati – funzione esercitata con frequenza crescente dal 2018, come documentato nel registro pubblico delle misure di tutela CONSOB.
  • Coordinamento con la Banca d’Italia e il MEF nel recepimento del Regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets, Reg. UE 2023/1114), con designazione come interlocutore nazionale per la supervisione dei CASP (Crypto-Asset Service Providers) insieme all’istituto di emissione.

Sotto la presidenza Savona, la CONSOB ha adottato una postura marcatamente prudenziale verso i cripto-asset, coerente con le conclusioni del proprio rapporto analitico del 2022 su mercati crypto e investimento sostenibile, nel quale l’autorità evidenziava volatilità estrema, rischi di manipolazione e l’assenza di inquadramento MiFID per la maggior parte degli asset digitali. Il punto critico non è l’orientamento personale del presidente uscente – è la struttura commissariale che quella postura ha sedimentato, con commissari come Federico Cornelli che hanno reso la battaglia contro Bitcoin e i cripto-asset una caratteristica distintiva dell’autorità italiana, arrivando a sostenere editorialmente l’ipotesi di una tassazione al 42% sulle plusvalenze crypto (ipotesi poi non concretizzatasi).

Il mercato italiano si presenta con caratteristiche strutturalmente deboli: secondo i dati della Banca d’Italia, meno del 2% delle famiglie italiane detiene cripto-attività, contro percentuali superiori al 5% in alcuni paesi dell’Europa settentrionale. Il registro OAM (Organismo Agenti e Mediatori) conta oltre 150 entità VASP/CASP registrate – tra cui Binance Italy, Crypto.com e Coinbase Italy – ma l’assenza di campioni domestici con peso politico significativo lascia il settore structuralmente esposto alle oscillazioni della postura regolatoria nazionale.

Close-up of cryptocurrency trading chart with fluctuating prices.
Photo by AlphaTradeZone on Pexels

Il meccanismo di trasmissione: come lo stallo CONSOB raggiunge exchange, intermediari e investitori retail


Il meccanismo funziona così, per gradi successivi:

  1. Vuoto di leadership alla CONSOB. Il ritiro di Freni lascia aperta la successione a Savona senza un candidato di consenso. La commissione opera in regime di ordinaria amministrazione, con Cornelli – il commissario più ostile al settore crypto – che mantiene influenza interna rilevante in assenza di una presidenza di indirizzo contrario.
  2. Paralisi dell’agenda normativa nazionale. In assenza di una presidenza insediata, le iniziative regolatorie discrezionali – linee guida interpretative, provvedimenti di carattere generale, posizionamenti ufficiali nel processo di recepimento MiCA – subiscono un rallentamento strutturale. Questo non equivale a deregolamentazione, ma crea un’area grigia in cui gli operatori non possono calcolare con precisione il profilo di rischio compliance.
  3. Incertezza per gli operatori con esposizione di licenza italiana. Gli exchange e CASP registrati OAM che stanno pianificando la transizione verso l’autorizzazione MiCA devono confrontarsi con un interlocutore istituzionale privo di leadership stabile. Le tempistiche di risposta su richieste di chiarimento, procedure di autorizzazione e interpretazioni normative diventano imprevedibili.
  4. Effetto sui prodotti crypto degli intermediari finanziari. Gli intermediari MiFID che offrono ETP su cripto-attività o servizi di consulenza su asset digitali operano sotto la vigilanza CONSOB. Uno stallo prolungato riduce la probabilità di nuovi provvedimenti restrittivi ma aumenta l’incertezza interpretativa – il che, paradossalmente, può deprimere l’offerta di prodotti crypto da parte di operatori prudenziali che preferiscono attendere chiarezza.
  5. Impatto sull’investitore retail italiano. Gli investitori retail rimangono esposti all’incertezza fiscale e alla limitata offerta di prodotti regolamentati. La debole penetrazione del mercato italiano – confermata dai dati Banca d’Italia – non produce pressioni di domanda sufficienti a influenzare l’agenda politica in senso pro-crypto, lasciando il settore privo dei driver domestici che in altri contesti accelerano la normalizzazione normativa.

Il punto critico non è lo stallo in sé – è la composizione della commissione che permane durante lo stallo. Con Cornelli ancora commissioner e nessuna presidenza di bilanciamento, il vettore interno alla CONSOB resta strutturalmente orientato verso la prudenza massima sui cripto-asset, indipendentemente da chi occuperà formalmente la presidenza.

SCOPRI: Il quadro normativo crypto negli Stati Uniti: stablecoin, exchange e le nuove leggi sotto Trump

Segnale normativo: cosa rivela lo stallo CONSOB sul clima regolatorio italiano


Qui il segnale va separato dal rumore. Il rumore è la narrativa secondo cui lo stallo CONSOB equivalga automaticamente a un indebolimento della linea anti-crypto – ovvero che l’assenza di un presidente ostile sia funzionalmente equivalente a un presidente favorevole. Il segnale strutturalmente rilevante è diverso: la leadership CONSOB è diventata contendibile su base tecnocratica piuttosto che politica, il che riduce (ma non elimina) la probabilità di un mandato programmaticamente anti-crypto.

Il quadro si articola diversamente per le tre categorie di attori di mercato. Per gli exchange operators con esposizione di licenza italiana, il segnale è di incertezza operativa a breve termine accompagnata da una finestra di transizione verso MiCA che riduce progressivamente il peso delle decisioni CONSOB: gli anni 2026 e 2027 vedranno un trasferimento progressivo dei poteri regolatori crypto dalle autorità nazionali all’ESMA (European Securities and Markets Authority), come previsto dal calendario di attuazione del Regolamento MiCA. Per gli intermediari finanziari MiFID che offrono prodotti su cripto-attività, il segnale è di stabilità procedurale nell’immediato – nessuna nuova offensiva regolatoria è attesa da una commissione in regime transitorio – ma la pianificazione di prodotto richiede comunque di scontare lo scenario Cornelli come presidenza possibile. Per gli investitori retail, il segnale è marginale: la penetrazione crypto italiana è troppo bassa per creare massa critica normativa, e le variabili fiscali – separate dalla vigilanza CONSOB e di competenza MEF – restano invariate.

La candidatura di Gabriella Alemanno, che circola come alternativa, è descritta come sgradita a banche, asset manager e operatori per il suo profilo prevalentemente tributarista – il che segnala che il mercato finanziario tradizionale teme un presidente privo di sensibilità sui mercati di capitali più di quanto temi un presidente ostile ai cripto-asset. Federico Cornelli, paradossalmente, viene citato sempre meno frequentemente come candidato alla presidenza, restando tuttavia il nome più temuto nel settore Bitcoin – e il più influente nella struttura commissariale esistente.

SCOPRI: Clarity Act e infrastrutture crypto: il quadro normativo che sta ridisegnando il mercato

Indicatori operativi: cosa monitorare nelle prossime settimane

  1. Nomina presidenziale CONSOB. Monitorare se il Governo italiano presenta una candidatura entro il terzo trimestre 2025. Una nomina di profilo tecnocratico neutro – ovvero senza storia di posizionamenti pubblici anti-crypto – costituirebbe un segnale positivo per gli operatori; una nomina che consolida la linea Cornelli nella presidenza rappresenterebbe il peggioramento dello scenario.
  2. Dichiarazioni pubbliche dei candidati su MiCA e cripto-attività. Qualsiasi dichiarazione ufficiale dei candidati in circolazione (Alemanno o altri nomi interni a CONSOB) sul tema MiCA e crypto prima o durante il processo di nomina costituisce un segnale anticipatore sull’orientamento del futuro mandato.
  3. Avanzamento dell’implementazione MiCA da parte di ESMA. Il programma di lavoro ESMA 2024-2025 identifica lo sviluppo degli standard tecnici MiCA e il coordinamento della vigilanza sui CASP come priorità operative. Il completamento di questi standard riduce progressivamente il perimetro discrezionale delle autorità nazionali come CONSOB – ogni aggiornamento ESMA sul calendario MiCA costituisce quindi un indicatore di quanto spazio rimanga alle decisioni domestiche italiane.
  4. Posizione italiana nel dibattito ECOFIN su centralizzazione ESMA. Malta guida la resistenza al trasferimento di poteri regolatori crypto verso ESMA, argomentando per il mantenimento della discrezionalità nazionale. Se l’Italia si allineasse esplicitamente alla posizione maltese, ciò segnalerebbe una volontà di preservare autonomia normativa domestica – con implicazioni bidimensionali: rischio di postura più restrittiva, ma anche possibile maggiore attrattività per operatori che preferiscono jurisdizioni con quadri MiCA favorevoli.
  5. Volumi di registrazione OAM e filing di autorizzazione MiCA. Un aumento delle registrazioni OAM o delle richieste di autorizzazione MiCA presso CONSOB/Banca d’Italia indicherebbe che il settore percepisce il momento come favorevole per consolidare la propria posizione prima di un eventuale inasprimento regolatorio; una stagnazione o contrazione indicherebbe il contrario.

Scenario Bull e Bear: lo stallo CONSOB come discriminante per il mercato italiano


Scenario Bull. Il Governo nomina un presidente CONSOB di profilo tecnocratico neutro, senza storia di posizionamenti anti-crypto e con competenze sui mercati di capitali riconosciute dall’industria finanziaria tradizionale. In questo scenario, la CONSOB adotta un orientamento di recepimento MiCA collaborativo – coordinandosi con Banca d’Italia e MEF per produrre linee guida interpretative che riducano l’incertezza operativa per gli exchange registrati OAM. La finestra 2025-2026 diventa utilizzabile dagli operatori per consolidare strutture di compliance MiCA senza il rischio di provvedimenti restrittivi discrezionali. La ridotta penetrazione retail italiana non cambia, ma il mercato istituzionale – intermediari MiFID, ETP su cripto-attività – trova un ambiente normativo meno ostile per espandere l’offerta di prodotti regolamentati.

Close-up of shiny Bitcoin coins on a glittery gold background.
Photo by Alesia Kozik on Pexels

Scenario Bear. Lo stallo si prolunga oltre il terzo trimestre 2025, e Cornelli consolida la propria influenza interna in assenza di una presidenza di bilanciamento. In alternativa, la nomina ricade su un profilo che prosegue la linea Savona-Cornelli – o che, pur non essendo programmaticamente anti-crypto, non produce la chiarezza interpretativa necessaria per la transizione MiCA. In questo scenario, gli operatori con esposizione italiana preferiscono accelerare la relocation verso giurisdizioni MiCA più favorevoli – Francia, Paesi Bassi, Irlanda – lasciando il mercato italiano ulteriormente marginale nel panorama europeo dei cripto-asset. L’effetto è cumulativo: meno operatori italiani, meno pressione politica domestica per la normalizzazione, postura CONSOB che si autorealizza nella propria irrilevanza.

Gli indicatori discriminanti da monitorare per determinare quale scenario si sta materializzando:

  1. Tempistica della nomina presidenziale: nomina entro settembre 2025 segnala scenario Bull; stallo oltre dicembre 2025 rafforza lo scenario Bear.
  2. Profilo del candidato nominato: background nei mercati di capitali o nel diritto finanziario europeo orienta verso Bull; background prevalentemente tributarista o regolatório anti-consumer orienta verso Bear.
  3. Prima dichiarazione ufficiale su MiCA: endorsement esplicito del calendario ESMA e impegno alla neutralità tecnologica segnala Bull; enfasi sui rischi per gli investitori retail come priorità esclusiva segnala Bear.
  4. Variazione nei filing OAM nei 90 giorni successivi alla nomina: aumento delle registrazioni superiore al tasso tendenziale 2024 segnala che il mercato percepisce lo scenario Bull come materializzato; contrazione o stagnazione segnala Bear.
  5. Posizionamento italiano in ECOFIN sul dossier ESMA-MiCA: allineamento con la posizione centralizzatrice della Commissione Europea segnala neutralità regolatoria domestica (Bull marginale); allineamento con Malta per la preservazione della discrezionalità nazionale segnala volontà di mantenere leva normativa autonoma (ambiguo ma potenzialmente Bear per gli operatori che privilegiano certezza armonizzata).

Il quadro complessivo che emerge dallo stallo CONSOB è quello di un’autorità di vigilanza in transizione forzata, in un momento in cui la sua rilevanza autonoma sui cripto-asset è strutturalmente in declino per effetto dell’architettura MiCA-ESMA. Come analizza anche il framework normativo comparabile che emerge dalle dinamiche regolatorie internazionali sugli asset digitali, le variabili istituzionali locali mantengono rilevanza operativa nel breve termine pur cedendo progressivamente terreno ai quadri sovranazionali. Non è una crisi regolatoria – è una finestra di transizione con asimmetrie di rischio misurabili per categoria di operatore. Il framework sopra descritto è lo strumento per trasformare i prossimi aggiornamenti istituzionali in segnali operativi verificabili, non in rumore.

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