Fallimento Blockfills: crisi per l’OTC istituzionale crypto e rischio contagio

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Ultimo aggiornamento: 

Blockfills ha depositato istanza di Chapter 11 presso un tribunale statunitense, segnando il collasso definitivo di uno dei principali operatori OTC istituzionali del mercato crypto. Il tentativo di ristrutturazione avviato il 7 marzo 2025, guidato da Mark Renzi di Berkeley Research Group in qualità di chief transformation officer, non ha prodotto risultati: nessun investitore esterno ha accettato di colmare un deficit patrimoniale stimato in almeno 80 milioni di dollari.

La procedura fallimentare ha rivelato un’esposizione che supera le stime iniziali: i documenti depositati in tribunale indicano asset compresi tra 50 e 100 milioni di dollari a fronte di liability tra i 100 e i 500 milioni di dollari. Un divario che trasforma il caso Blockfills da evento isolato a potenziale indicatore di fragilità strutturale nel segmento del credito istituzionale crypto.

Secondo alcune diffide inviate dai clienti, il gruppo non sarebbe più in possesso di una parte dei Bitcoin e delle altre criptovalute custodite per conto di fondi hedge e family office. Un tribunale federale ha già disposto la segregazione dei fondi dei clienti con scadenza al 17 marzo 2025, e un curatore fallimentare è ora incaricato di ricostruire i movimenti degli asset.

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Chi era Blockfills e che ruolo aveva nel mercato istituzionale crypto


Blockfills operava come piattaforma di trading e lending istituzionale con sede a Chicago, posizionandosi come alternativa più conservativa rispetto ai protagonisti dei precedenti cicli di fallimenti — Celsius Network e Voyager Digital in primo luogo. La sua clientela era composta prevalentemente da controparti istituzionali o semi-istituzionali: fondi hedge, family office e operatori crypto-native alla ricerca di liquidità OTC e soluzioni di prime brokerage.

L’azienda dichiarava volumi nell’ordine dei miliardi di dollari nell’arco dell’ultimo anno, servendo centinaia di soggetti istituzionali. Questo posizionamento — tra la finanza tradizionale e i mercati digitali — è esattamente il segmento che istituzionali come Goldman Sachs stanno oggi presidiando attraverso posizioni in ETF spot su asset digitali, rendendo la solidità degli intermediari OTC una variabile sempre più critica.

Le difficoltà operative di Blockfills sono riconducibili a tre vettori distinti: perdite da lending per circa 23 milioni di dollari legate all’esposizione verso Babel Finance e Aexa Digital Finance, entrambe finite in procedura fallimentare; perdite di quasi 30 milioni di dollari dall’attività di crypto mining, poi dismessa; e un deterioramento del portafoglio crediti del 25% durante il mercato ribassista di fine 2024. A questi elementi si aggiungono pratiche contabili carenti, che i documenti aziendali stessi riconoscono come «significative inaccuratezze nel reporting finanziario».

L’impatto strutturale sul mercato OTC e sulle controparti


Il fallimento di Blockfills comprime ulteriormente la liquidità disponibile nel segmento OTC istituzionale, già ridotto dall’uscita di operatori come Genesis Global nel 2023. Al momento non sono noti i dettagli precisi delle esposizioni bilaterali di Blockfills con le controparti ancora attive, ma la struttura del suo bilancio — con crediti verso la massa fallimentare di FTX e debiti verso quella di Celsius — segnala un’interconnessione con i precedenti cicli di default che il curatore dovrà mappare con precisione.

Il rischio di regolamento è il canale di trasmissione più immediato: le controparti che avevano operazioni aperte con Blockfills potrebbero trovarsi con posizioni non regolate o garanzie insufficienti. I tassi di recupero stimati da esperti legali, sulla base di casi comparabili, si collocano al di sotto del 20% — una soglia che rende il rimborso integrale ai creditori un’ipotesi marginale.

Il contesto regolatorio in cui matura questo default è però diverso rispetto ai cicli precedenti. La recente intesa di coordinamento tra SEC e CFTC ha segnalato una convergenza delle autorità di vigilanza verso standard più stringenti per gli operatori istituzionali crypto, un elemento che potrebbe accelerare le richieste di maggiore trasparenza patrimoniale nel settore.

Rischio contagio: quanto è esposto il settore?


Scenario Contenuto: il fallimento rimane circoscritto alla clientela diretta di Blockfills — fondi hedge e family office con esposizioni identificabili e gestibili. In questo scenario, il mercato assorbe l’evento senza effetti sistemici, come suggerisce la stabilità dei prezzi delle principali criptovalute registrata nelle ore successive all’annuncio. La maturazione del segmento ETF e la diversificazione delle infrastrutture di liquidità istituzionale attenuano l’impatto.

Scenario Contagio: l’emersione di esposizioni incrociate non ancora note — in particolare con operatori di credito crypto ancora attivi — potrebbe tradursi in un effetto domino simile a quello osservato dopo il collasso di FTX nel novembre 2022. La presenza di Babel Finance e Aexa Digital Finance tra le controparti insolventi di Blockfills indica che la catena di esposizioni potrebbe estendersi oltre i confini immediatamente visibili.

I prezzi delle principali criptovalute non hanno al momento risentito della notizia, il che suggerisce che il mercato stia trattando il caso come un evento idiosincratico. Ma la distinzione tra contenimento e contagio si chiarirà solo con l’inventario completo del curatore.

Cosa monitorare nelle prossime settimane


Il primo segnale da seguire è la risposta al mandato giudiziario del 17 marzo 2025 sulla segregazione dei fondi: la conformità o il mancato rispetto dell’ordine fornirà indicazioni sull’effettiva disponibilità degli asset custoditi. Il secondo elemento è la lista completa dei creditori che emergerà dalla procedura Chapter 11 — eventuali nomi di operatori ancora attivi potrebbero riaprire il tema del rischio di controparte nel segmento OTC.

Sul fronte regolatorio, è da osservare se le autorità utilizzeranno il caso Blockfills come leva per accelerare l’introduzione di requisiti obbligatori di assicurazione sui depositi per le piattaforme di lending istituzionale crypto — una misura discussa ma mai formalizzata. Infine, gli spread OTC sulle principali coppie istituzionali rappresentano il termometro più sensibile: un allargamento anomalo nelle prossime settimane segnalerebbe una contrazione della liquidità più profonda di quanto attualmente prezzato.

La domanda che il curatore non ha ancora risposto è anche la più rilevante: dove sono finiti i Bitcoin dei clienti.

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