Bitcoin supera i 73.000 dollari: è corsa agli 80.000 dollari o verso una trappola rialzista?
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Nella serata Bitcoin ha superato i 73.000 dollari, riconquistando un livello psicologico chiave che aveva frenato il mercato per settimane. Eppure, la rottura ha incontrato una reazione insolita nei mercati delle criptovalute: un diffuso scetticismo.
Molti trader avvertono che il movimento potrebbe trasformarsi in una classica trappola rialzista: una breve rottura che attira gli acquirenti dell’ultimo minuto prima di invertire la rotta. Gli analisti hanno indicato come potenziali rischi l’elevata offerta e il posizionamento sui mercati dei derivati, con alcuni che suggeriscono che un rally nel range tra 72.000 e 76.000 dollari potrebbe attrarre venditori piuttosto che confermare una ripresa duratura.
La cautela deriva in parte dalla storia recente. All’inizio di quest’anno, Bitcoin sembrava aver rotto un range di consolidamento, per poi invertire bruscamente la rotta. La mossa ha intrappolato i trader di momentum e innescato una cascata di liquidazioni, con il prezzo crollato da circa 98.000 dollari a circa 60.000 dollari nel giro di due settimane, a riprova di quanto rapidamente il sentiment possa cambiare nel settore delle criptovalute.
Ma l’attuale situazione potrebbe presentare un paradosso: il trading è diventato affollato sul lato ribassista.
Su Twitter, analisti e analisti di grafici parlano ampiamente di una trappola rialzista . Questo consenso di per sé solleva la possibilità dell’esito opposto: una stretta al rialzo che costringe i venditori allo scoperto a coprire. Nei mercati con leva finanziaria, un forte accordo direzionale crea spesso la liquidità necessaria per movimenti nella direzione opposta.
L’incertezza macroeconomica potrebbe anche complicare le prospettive. Le tensioni geopolitiche seguite al conflitto in Iran hanno già spinto al rialzo l’oro e alzato le aspettative sul prezzo del petrolio, mentre alcuni mercati azionari asiatici hanno mostrato segnali di stress. Radu Tunaru , professore di finanza e gestione del rischio presso la Henley Business School, sostiene che gli shock geopolitici hanno storicamente giocato un ruolo nelle principali vendite di mercato.
Egli cita il crollo del Lunedì Nero del 1987, che a suo avviso è stato in parte innescato dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran che hanno inizialmente scosso i mercati asiatici prima di diffondersi a livello globale.
Per ora, la rottura del Bitcoin sopra i 73.000 $ ha riacceso lo slancio rialzista, ma l’andamento dei prezzi nei prossimi giorni determinerà se il fondo è davvero stato raggiunto o se si tratta di una trappola rialzista prevista con precisione.
Per riacquistare una struttura macro rialzista, il bitcoin deve tornare nella regione dei 98.000 dollari per interrompere il faticoso massimo decrescente formato dalla precedente trappola rialzista di gennaio.
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