Il co-fondatore di Tether lancia l’allarme: presto un terremoto di proporzioni enormi nel mercato crypto?
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William Quigley, figura di spicco e co-fondatore di Tether, ha recentemente espresso le sue preoccupazioni sull’attuale solidità dell’ecosistema crypto durante un’importante apparizione su Bloomberg. Ha sostenuto che alcuni modelli di business basati sull’accumulo massiccio di Bitcoin potrebbero innescare una brusca correzione. Questo avvertimento giunge in un clima di elevata volatilità, in cui la redditività a lungo termine delle principali aziende del settore è sotto attenta analisi.
Il pericolo sistemico delle imprese basate sul contante
Al centro dell’analisi di Quigley c’è una critica feroce alle società quotate in borsa che utilizzano Bitcoin come principale asset di riserva. L’esperto mette apertamente in dubbio l’opportunità di detenere azioni di queste entità quando gli ETF spot sono ora disponibili per gli investitori istituzionali. Sottolinea che questi veicoli di investimento specializzati finiscono spesso per essere scambiati al di sotto del loro valore patrimoniale netto, creando rischi inutili per gli azionisti.
Secondo il co-fondatore di USDT, l’era in cui tali strutture erano essenziali è finita, ora che il mercato offre un accesso diretto e regolamentato all’oro digitale. Ritiene che molte società di gestione patrimoniale digitale non offrano più un reale valore aggiunto rispetto ai moderni prodotti finanziari. Questa situazione potrebbe portare, a suo avviso, a un’inevitabile fase di consolidamento in cui solo le entità più solide sopravviveranno al ciclo successivo.
MicroStrategy nel mirino del fondatore di Tether
L’esempio più eclatante citato da Quigley rimane quello di MicroStrategy, la società guidata da Michael Saylor, che oggi detiene quasi il 3% dell’offerta totale di Bitcoin. Sebbene la strategia sembrasse visionaria nel 2020, ora rappresenta una minaccia latente per l’intero mercato in caso di crisi di liquidità. Il rischio principale risiede in una massiccia vendita forzata delle loro partecipazioni per coprire urgenti esigenze di liquidità.
Una simile liquidazione innescherebbe una pressione di vendita senza precedenti, in grado di far crollare i prezzi in modo drastico e sostenibile. Quigley esorta gli investitori a riflettere sul perché accetterebbero di assumersi i rischi operativi di un’azienda privata invece di possedere direttamente la criptovaluta sottostante. Questa concentrazione di potere e token nelle mani di pochi attori istituzionali mina la decentralizzazione teorica della rete Bitcoin.
Diversificazione nell’oro come strategia di sopravvivenza
Sebbene non sia più attivamente coinvolto nella gestione quotidiana di Tether, William Quigley sostiene pienamente la nuova direzione intrapresa dall’emittente della stablecoin. La decisione di trasferire una parte delle riserve in oro fisico è considerata una brillante mossa strategica per garantire la stabilità del token. L’oro rimane un bene rifugio universale che offre protezione dalla volatilità insita nel mondo blockchain.
Questo approccio garantisce la garanzia USDT riducendo al contempo la dipendenza dalle fluttuazioni estreme del mercato delle criptovalute. Rafforzando le sue fondamenta con asset tangibili, Tether mira a rassicurare gli utenti sulla sua capacità di mantenere la parità con il dollaro. Questa ricerca della massima sicurezza sta diventando la massima priorità in un contesto finanziario sempre più incerto e regolamentato.
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