Gli ETF Spot su Bitcoin registrano 870 milioni di dollari di deflussi
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Gli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno registrato un deflusso netto di 869,86 milioni di dollari in un’unica giornata, il secondo più grande nella loro storia.
I dati provenienti da SoSoValue mostrano che il fondo di Grayscale ha guidato il movimento, con un’uscita di oltre 318 milioni di dollari, seguito dall’ETF di BlackRock (256,6 milioni), e dai fondi di Fidelity (119,9 milioni) e Bitwise (47 milioni).
Questa ondata di deflussi coincide con un ritorno sotto la soglia dei 100.000 dollari, rottura psicologica che non avveniva da quasi 190 giorni consecutivi.
I deflussi accelerano la correzione: Bitcoin scivola sotto i 100.000 dollari
Bitcoin ha subito una pressione immediata dopo la giornata di vendite sugli ETF, scendendo fino a 96.682 dollari e segnando un calo di oltre il 6% nelle 24 ore.
L’analisi grafica mostra una discesa costante, con un forte aumento della volatilità durante le ore successive all’annuncio dei deflussi.

Il sentiment si è deteriorato rapidamente: l’indice Fear & Greed è sceso fino a 22, zona di “paura”, mentre la liquidità presente nel mercato derivati non è riuscita a compensare la pressione di vendita proveniente dagli ETF.
L’evento ha evidenziato come, nonostante la narrativa dell’interesse istituzionale, i flussi verso gli ETF spot non siano affatto stabili e possano invertire rapidamente in condizioni macro o tecniche avverse.
Liquidazioni su larga scala e sentiment in calo: la mappa del rischio
Parallelamente al crollo del prezzo, il mercato ha registrato liquidazioni significative sulle posizioni a leva.
Secondo i dati di Coinglass, sono state liquidate posizioni long per oltre 316 milioni di dollari, di cui 190,65 milioni solo su Bitcoin e 49,88 milioni su Ethereum, segno di un indebolimento generale del mercato.

La mappa delle liquidazioni conferma che la pressione è stata diffusa su tutto il settore crypto, con altcoin come XRP, Solana e DOGE colpite da vendite forzate più contenute ma significative.
Gli analisti sottolineano che la rottura dei 100.000 dollari non è solo simbolica: ha innescato un effetto domino sui trader a leva e un deterioramento della struttura tecnica nel breve periodo.
I quasi 870 milioni di dollari di deflussi dagli ETF spot Bitcoin rappresentano un segnale importante: la domanda istituzionale non è lineare e può rapidamente trasformarsi in pressione ribassista.
Il ritorno sotto i 100.000 dollari e la simultanea ondata di liquidazioni mostrano un mercato vulnerabile, con un sentiment orientato alla prudenza.
Resta da capire se si tratti di un episodio isolato o dell’inizio di una fase più lunga di alleggerimento dei portafogli istituzionali. Fino a quando non si vedranno nuovi afflussi consistenti, la volatilità potrebbe rimanere elevata.
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