Tutto pronto per il primo ETF Spot su XRP: lancio previsto il 13 novembre. O no?
Crediamo nella completa trasparenza con i nostri lettori. Alcuni dei nostri contenuti includono link di affiliazione e potremmo guadagnare una commissione attraverso queste partnership. Tuttavia, questa potenziale compensazione non influenza mai le nostre analisi, opinioni o pareri. I nostri contenuti editoriali vengono creati indipendentemente dalle nostre partnership di marketing e le nostre valutazioni si basano esclusivamente sui nostri criteri di valutazione stabiliti. Per saperne di più clicca qui.

Il mondo delle criptovalute potrebbe assistere a un nuovo storico traguardo: Canary Funds è pronta a lanciare il primo ETF spot su XRP negli Stati Uniti già il 13 novembre 2025, in attesa dell’approvazione finale del Nasdaq.
L’annuncio arriva dopo che la società ha aggiornato il proprio modulo S-1, eliminando la cosiddetta “delaying amendment”, la clausola che consente alla Securities and Exchange Commission di controllare i tempi di efficacia della registrazione. Senza questo emendamento, il documento può entrare automaticamente in vigore dopo un periodo di attesa di 20 giorni, a meno che la SEC non intervenga direttamente per bloccarlo.
ETF su XRP: ormai ci siamo…
Secondo la giornalista Eleanor Terrett, questa mossa pone le basi per un evento importante, soprattutto per la presenza di una data precisa:
“Il lancio è fissato per il 13 novembre, a condizione che il Nasdaq approvi il filing 8-A.”
Il Form 8-A, infatti, è l’ultimo passaggio necessario per consentire la quotazione e l’inizio delle negoziazioni. Se il Nasdaq darà il via libera e la SEC non interverrà, l’ETF su XRP diventerà il primo fondo spot sul token di Ripple a essere scambiato negli Stati Uniti.
Non è la prima volta che viene utilizzato questo meccanismo accelerato: la stessa strategia è stata adottata di recente per lanciare ETF spot su Solana (SOL), Hedera (HBAR) e Litecoin (LTC), anche durante il periodo di shutdown del governo americano.
Detto questo, nonosteante la data del 13 novembre sia la timeline, non è sicuro che venga rispettata. Come spiega Terrett, infatti, l’eventuale riapertura delle attività della SEC potrebbe modificare i tempi, anticipando o ritardando il debutto a seconda del livello di revisione richiesto.
Un segnale incoraggiante arriva comunque dal presidente della SEC, Paul Atkins, che ha elogiato l’uso del meccanismo del “20-day statutory waiting period” da parte di alcune società per accelerare la quotazione, definendolo un percorso legittimo.
Le opinioni degli esperti
Nonostante l’entusiasmo crescente, la situazione di XRP è molto diversa da quella di Solana. Come sottolinea Eric Balchunas, analista senior di Bloomberg Intelligence, le pratiche presentate da Canary Funds per l’ETF su XRP non hanno avuto lo stesso livello di dialogo e revisione con la SEC che invece ha caratterizzato il percorso dei recenti ETF spot su Solana (SOL).
Questo significa che Canary sta operando in un contesto di maggiore incertezza normativa, tentando una mossa audace: far passare il proprio ETF sfruttando il meccanismo dell’auto-effectiveness — ossia l’entrata automatica in vigore della registrazione dopo 20 giorni — senza aver ottenuto un chiaro via libera preliminare dalla Commissione.
Di fatto, il lancio di questo fondo si configura come un “stress test legale” per il mercato americano: un esperimento per verificare fino a che punto la SEC è disposta a tollerare l’applicazione automatica della legge anche nel settore crypto, senza l’intermediazione del suo controllo diretto.
Il risultato finale sarà netto, senza vie di mezzo:
- Se il Nasdaq approverà il modulo 8-A e la SEC sceglierà di non intervenire, il 13 novembre potrebbe diventare una data storica per Ripple e per tutto l’ecosistema, segnando la nascita del primo ETF spot su XRP negli Stati Uniti.
- Al contrario, se la SEC deciderà di bloccare o rallentare il processo, questo rappresenterà un chiaro segnale dei limiti che l’ente regolatore intende ancora imporre a XRP, distinguendolo da altre criptovalute considerate più “accettabili” dal punto di vista normativo.
Per questo motivo, il caso Canary–XRP non è soltanto una questione di mercato, ma un banco di prova per la politica regolatoria americana nei confronti delle criptovalute. L’esito potrà influenzare non solo il prezzo e la reputazione di XRP, ma anche l’intero futuro degli ETF crypto negli Stati Uniti.

Nel frattempo, XRP viene scambiato a 2,41 dollari, con la community e gli investitori globali che attendono con il fiato sospeso un verdetto capace di ridefinire gli equilibri del settore.
- Bitmine compra altri $50 milioni in Ethereum: segnale rialzista per ETH?
- BCE più aggressiva: cosa significano le parole di Schnabel per Bitcoin
- MemeCore vola del 17% oltre $4,3 miliardi: attenzione su Maxi Doge
- Bitcoin sotto i $70.000: Zcash e NEAR guidano la rotazione dei capitali
- Bitcoin sotto $63.000, ETF in fuga: Bitcoin Hyper supera $32,8 milioni
- Bitmine compra altri $50 milioni in Ethereum: segnale rialzista per ETH?
- BCE più aggressiva: cosa significano le parole di Schnabel per Bitcoin
- MemeCore vola del 17% oltre $4,3 miliardi: attenzione su Maxi Doge
- Bitcoin sotto i $70.000: Zcash e NEAR guidano la rotazione dei capitali
- Bitcoin sotto $63.000, ETF in fuga: Bitcoin Hyper supera $32,8 milioni