Cosa sarebbe successo se Strategy di Michael Saylor avesse investito in XRP invece che in Bitcoin?
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Strategy ha vissuto un percorso turbolento negli ultimi anni, sfidando gli scettici, resistendo ai mercati ribassisti, accumulando quanti più Bitcoin possibile e registrando miliardi di dollari di profitti teorici.
Secondo gli ultimi dati, l’azienda detiene 607.770 BTC, pari al 2,9% dei 21 milioni di monete che esisteranno in totale. Per questo tesoro ha speso complessivamente 43,6 miliardi di dollari, che oggi valgono ben 71,8 miliardi.
Un punto critico che ha suscitato preoccupazioni negli ultimi mesi riguarda il prezzo medio pagato per ogni Bitcoin. La determinazione di Michael Saylor nel continuare ad acquistare — anche ai massimi storici — ha fatto salire questa media, che ora si attesta a 71.756 dollari, riducendo così il margine di sicurezza in caso di una flessione del mercato.
Ma cosa sarebbe successo se Strategy avesse puntato su un altro cavallo… ovvero, su una criptovaluta che ha offerto rendimenti ancora più impressionanti di quelli di Bitcoin da agosto 2020 a oggi?
XRP contro Bitcoin
Matt Hamilton di ASIMOV Protocol ha analizzato i dati relativi a XRP e Bitcoin da diverso tempo. I suoi calcoli indicano che se Strategy avesse puntato su XRP invece che su BTC, l’azienda sarebbe in attivo con un margine ancora più ampio. Questa ipotesi si basa sull’investimento della stessa quantità di denaro nella terza criptovaluta al mondo, effettuato esattamente negli stessi intervalli temporali.
Quando si analizza l’andamento di entrambe le criptovalute negli ultimi cinque anni, le performance sono piuttosto simili. Bitcoin è cresciuto dell’894% in questo periodo, mentre XRP ha registrato un aumento del 986%. Tuttavia, secondo i calcoli di Hamilton, se Strategy avesse investito esclusivamente in Ripple, il valore della sua tesoreria sarebbe oggi quasi il doppio: oltre 130 miliardi di dollari contro i quasi 72 miliardi attuali.
Ma… com’è possibile? Principalmente per due motivi specifici: primo, gli investimenti di Strategy sono aumentati in modo significativo nell’ultimo anno; secondo, questo incremento è avvenuto proprio mentre XRP registrava un forte rialzo, in seguito all’attenuarsi della lunga battaglia legale con la Securities and Exchange Commission.
Negli ultimi 12 mesi, Bitcoin ha guadagnato un notevole 75%, passando da 67.000 a 117.000 dollari. Ma il rendimento di XRP è stato nettamente superiore: un balzo del 423%, da 0,60 a 3,16 dollari nello stesso periodo.
Il 1° agosto 2024, Strategy possedeva 226.500 BTC, il che significa che in meno di un anno ha acquistato quasi 400.000 Bitcoin. Come è facile immaginare, se tutto quel capitale fosse stato destinato a XRP, l’impatto sul valore complessivo sarebbe stato decisamente significativo.
Naturalmente, si tratta di scenari puramente ipotetici, anche perché Saylor non si smuove dalla sua “ossessione” per Bitcoin. Ecco perché.
Bitcoin regna sovrano
La posizione di Michael Saylor è inequivocabile:
Bitcoin regna sovrano e non ha rivali.
Saylor è un massimalista dichiarato di Bitcoin e in passato ha sostenuto che XRP non sia altro che un titolo non registrato. Il miliardario ritiene inoltre che BTC dovrebbe detenere una quota di dominio del 95% sul mercato delle criptovalute, lasciando a tutte le altre risorse digitali appena il restante 5%.
Questa visione si basa su una convinzione ben precisa: per Saylor, Bitcoin rappresenta l’oro digitale, una forma di denaro perfetta, con il potenziale di raggiungere un valore di 1 milione di dollari, o persino 10 milioni nel lungo periodo. È fermamente convinto che non esista “un secondo miglior asset”, né un piano B. Il che significa che XRP non entrerà mai a far parte della strategia di investimento di Strategy.
Questo non significa, però, che altre istituzioni condividano totalmente questa visione. Anche tra le aziende che, come Strategy, stanno convertendo parte delle loro riserve in Bitcoin, è possibile che emergano approcci differenti. Se XRP continuerà a ottenere buone performance, potrebbe attirare un interesse crescente da parte di Wall Street.
L’approvazione di un fondo negoziato in borsa (ETF) basato sul prezzo spot di XRP rappresenterebbe un passo importante in tal senso. Come dimostrato dal recente aumento dell’interesse per Ether, le istituzioni sono disposte a diversificare i flussi d’investimento verso ETF alternativi quando le condizioni di mercato lo giustificano.
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