Nvidia spinge Wall Street, ma Bitcoin ed Ethereum consolidano
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Bitcoin quota attualmente 78.855 USDT, in rialzo dell’1,44%, mentre Ethereum si attesta a 2.493 USDT con un +1,23%. Entrambi gli asset restano positivi ma mostrano segnali di rallentamento dopo il rally della scorsa settimana, in una seduta in cui Wall Street apre invece con slancio sulla scia dei conti di Nvidia.
Il future Nasdaq segna +0,83% e il future S&P 500 +0,47%, riflettendo la reazione positiva ai numeri del colosso dei chip pubblicati ieri sera dopo la chiusura del mercato USA. Il comparto crypto, al contrario, si muove in modo misto e tendenzialmente debole su base settimanale, con BTC ed ETH che tengono meglio del resto del listino.
Punti chiave della sessione
- Bitcoin: 78.855 USDT, +1,44% intraday.
- Ethereum: 2.493 USDT, +1,23% intraday.
- Solana: 101,30 USDT, +6,14% su base settimanale, sotto la resistenza dei 105 USDT.
- Nvidia: ricavi trimestrali per 96,22 miliardi di dollari, data center a 89 miliardi, utile per azione a 2,22 dollari, guidance tra 105,84 e 110,16 miliardi.
- Indici futures: Nasdaq +0,83%, S&P 500 +0,47%, Euro Stoxx 50 +0,45%.
Cosa è successo tra Nvidia e i mercati
La seduta di ieri era stata segnata dall’attesa: i future S&P 500 e Nasdaq hanno chiuso sostanzialmente invariati, mentre il future Dow Jones ha terminato a -0,23%. Il tono prudente si è sciolto solo dopo la pubblicazione dei conti Nvidia, arrivata a mercati già chiusi.
Oggi l’apertura positiva coinvolge anche l’Europa, con il future Euro Stoxx 50 a +0,45%, segno che il rimbalzo tecnologico americano si trasmette al Vecchio Continente. Sul fronte crypto, mentre BTC ed ETH mantengono le posizioni, Ripple, Cardano e Stellar restano in territorio negativo, confermando un quadro settimanale eterogeneo per il comparto.
Nvidia ha chiuso la seduta regolare a 209,66 dollari, per poi recuperare fino a 221,41 dollari negli scambi after-hours. Le vendite in Cina restano sotto l’1% del totale, una quota ormai marginale per il gruppo, che ha inoltre annunciato un dividendo da 0,25 dollari per azione in distribuzione dal 1° ottobre. Per un confronto con la precedente reazione di Bitcoin a un catalizzatore societario e macro simile, si veda l’analisi su balene, PCE e Nvidia.

Segnale o rumore: cosa dicono davvero i numeri
Il dato più rilevante della trimestrale non è la crescita dei ricavi, giudicata solida, ma la reazione del mercato ai margini attesi in calo nella guidance del trimestre in corso. Questo scollamento tra fondamentali forti e prezzo che non decolla è la ragione principale per cui il rimbalzo di Wall Street, per quanto netto, non si è ancora tradotto in un nuovo impulso per le crypto.
Il fatto che BTC ed ETH restino positivi ma sostanzialmente fermi rispetto ai livelli raggiunti nella settimana precedente può essere letto come una fase di consolidamento piuttosto che come un’inversione di trend. Si tratta però di un’interpretazione, non di un dato certo: la tenuta dei prezzi in una singola sessione non è sufficiente a confermare la direzione delle prossime settimane.
Il contesto macro: PCE vischioso e Fed in attesa
Prima dei conti Nvidia, ieri pomeriggio è arrivato il dato sul PCE, l’indicatore d’inflazione preferito dalla Federal Reserve. L’indice generale è salito del +3,7% annuo, mentre la componente core – inflazione al netto di energia e alimentari – si è fermata al +3,3%, un livello che il mercato legge come ancora vischioso.
Questo scenario rafforza l’ipotesi di una banca centrale ferma sui tassi anche nei prossimi mesi, con gli operatori che guardano ora all’intervento del presidente della Fed previsto venerdì a Jackson Hole. Sul fronte materie prime, il petrolio arretra nonostante l’escalation tra Washington e Teheran: il WTI quota 81,81 dollari e il Brent 86,52 dollari, in calo dell’8,35% su base settimanale, mentre gli Stati Uniti hanno varato nuove sanzioni contro l’Iran e l’Oman lavora a un corridoio temporaneo di navigazione nello Stretto.

Flussi ETF e sentiment regolamentare: cosa dice la ricerca esterna
La fonte primaria di questa notizia non fornisce dati su flussi ETF né su sviluppi legislativi. Un report della società di analisi CSFX relativo alla settimana precedente descrive però un rally di Bitcoin sostenuto anche da afflussi consistenti sugli ETF spot, guidati da BlackRock. Per un approfondimento sul ruolo degli ETF nella fase di stabilizzazione sotto le soglie psicologiche, si veda l’analisi sul rally a 79.000 dollari e Jackson Hole.
Cosa monitorare nei prossimi giorni
L’evento macro più rilevante resta l’intervento del presidente della Fed a Jackson Hole venerdì, che potrebbe orientare le aspettative sui tassi dopo un PCE ancora sopra target. Sul fronte crypto, vale la pena osservare se BTC ed ETH riescono a consolidare i livelli raggiunti dopo il rally o se la fase di rallentamento attuale evolve in una correzione più marcata.
Sul lato equity, la reazione dei mercati alla guidance Nvidia nelle prossime sedute – e in particolare l’evoluzione dei margini attesi – resterà un indicatore chiave per il comparto tecnologico. Restano da confermare, con dati verificabili nei prossimi report, gli sviluppi su flussi ETF e quadro regolamentare citati dalla ricerca esterna, approfonditi anche in questa analisi sul consolidamento di Bitcoin e i flussi ETF.