{"id":235172,"date":"2026-05-05T16:08:33","date_gmt":"2026-05-05T16:08:33","guid":{"rendered":"https:\/\/cryptonews.com\/it\/news\/bitcoin-sell-off-quantum-veri-driver-ribasso\/"},"modified":"2026-05-05T16:05:45","modified_gmt":"2026-05-05T16:05:45","slug":"bitcoin-sell-off-quantum-veri-driver-ribasso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cryptonews.com\/it\/news\/bitcoin-sell-off-quantum-veri-driver-ribasso\/","title":{"rendered":"Bitcoin: Grayscale smonta il mito del quantum, ecco cosa ha causato davvero il crollo"},"content":{"rendered":"
Bitcoin<\/strong> ha perso circa il 50%<\/strong> dal picco di ottobre, con il ribasso protrattosi fino a febbraio 2026. La narrativa dominante ha attribuito il calo alla minaccia del quantum computing<\/strong><\/a> – la tesi secondo cui i progressi dei computer quantistici avrebbero messo a rischio la crittografia di Bitcoin, innescando vendite preventive.<\/p> Un’analisi di Grayscale<\/strong>, firmata dal ricercatore Zach Pandl<\/strong>, smonta questa lettura con dati precisi: la correlazione tra i titoli quantum e Bitcoin durante il sell-off dimostra che entrambi stavano seguendo lo stesso movimento di mercato, non che uno causasse l’altro.<\/p> Identificare correttamente il driver del ribasso non \u00e8 un esercizio accademico. Se la causa fosse stata davvero il quantum, il profilo di rischio di Bitcoin sarebbe strutturalmente diverso – e la tesi di recupero richiederebbe un aggiornamento del protocollo come precondizione.<\/p> Se invece la causa \u00e8 un de-risking globale sugli asset growth-oriented, il quadro cambia radicalmente: il ribasso \u00e8 congiunturale, il rimbalzo segue le stesse logiche che guidano tutti gli asset ad alto beta tecnologico, e nessun upgrade quantistico \u00e8 necessario per invertire la tendenza.<\/p> La tesi quantistica sosteneva che i progressi annunciati da Google – una riduzione di circa 20 volte<\/strong> nel numero di qubit necessari per attaccare l’ECDLP-256 – avessero compresso le stime temporali da decenni a un orizzonte potenzialmente vicino al 2029<\/strong>. Da questa proiezione, alcuni analisti avevano dedotto che le vendite di Bitcoin fossero motivate dalla consapevolezza di un rischio imminente sulla crittografia dell’asset. La narrativa ha trovato amplificazione sui social media, spesso alimentata da attori con interessi diretti nel settore quantum.<\/p> Il problema \u00e8 strutturale: se il sell-off fosse stato causato da preoccupazioni specificamente quantistiche su Bitcoin, ci si aspetterebbe che Bitcoin sottoperformasse rispetto ad altri asset non esposti allo stesso rischio. I dati di Grayscale mostrano invece una correlazione quasi identica tra Bitcoin, i titoli quantum e il settore software durante l’intero arco della correzione da ottobre a febbraio. Tutti e tre i segmenti hanno seguito lo stesso andamento<\/strong> – il che esclude logicamente un driver specifico per Bitcoin e suggerisce un fattore comune.<\/p> Va aggiunto il contesto tecnico: secondo le stime di CoinShares<\/strong>, un attacco quantistico efficace richiederebbe da 10.000 a 100.000 volte<\/strong> pi\u00f9 qubit logici di quelli attualmente disponibili, collocando minacce credibili almeno a dieci anni di distanza. L’8% dell’offerta di Bitcoin considerato vulnerabile riguarda indirizzi con chiave pubblica esposta – non la totalit\u00e0 delle riserve. La minaccia esiste, ma non giustifica vendite immediate nel 2026.<\/p> SCOPRI: le dinamiche di liquidazione che hanno caratterizzato i movimenti recenti di Bitcoin ed Ethereum<\/a><\/strong><\/p> La struttura del sell-off da ottobre a febbraio presenta le caratteristiche di un de-risking ordinato, non di una liquidazione in preda al panico. Le analisi disponibili segnalano sessioni con cali del 10%<\/strong> in singola giornata con liquidazioni contenute – un pattern che indica venditori disposti ad accettare qualsiasi prezzo, non cascade di margin call che si alimentano reciprocamente. Questo tipo di movimento riflette una riduzione deliberata dell’esposizione agli asset ad alto rischio, non una fuga disordinata da una minaccia percepita come esistenziale.<\/p> Il funding rate sui principali exchange perpetui aveva mostrato un posizionamento long significativo durante la fase di accumulo pre-ottobre, con open interest elevato che aveva amplificato la sensibilit\u00e0 di Bitcoin a qualsiasi deterioramento del sentiment macro. Quando il de-risking \u00e8 partito, la compressione dell’open interest ha contribuito alla continuit\u00e0 del ribasso senza necessariamente richiedere un trigger narrativo specifico – la struttura era gi\u00e0 predisposta a correggere.<\/p> Il pattern di correlazione identificato da Grayscale conferma questa lettura: i titoli quantum e il software hanno seguito Bitcoin non perch\u00e9 condividessero il rischio crittografico, ma perch\u00e9 condividevano lo stesso posizionamento degli investitori – asset da frontiera tecnologica, ad alto beta, inseriti nelle stesse strategie growth che sono state le prime a essere alleggerite.<\/p> Il picco di ottobre aveva portato Bitcoin a livelli storicamente significativi, con il successivo ribasso del 50%<\/strong> che ha testato zone di supporto strutturali costruite durante la fase di accumulo del 2024. La perdita di supporti intermedi durante la discesa ha trasformato livelli che erano stati resistance in nuovi ceiling da recuperare – un pattern che rende il rimbalzo tecnicamente pi\u00f9 laborioso di una semplice rotazione di breve termine.<\/p> Le analisi tecniche recenti indicano $85.000<\/strong> come livello chiave da recuperare in chiusura settimanale per confermare un’inversione strutturale, con il segnale Morning Star identificato da alcuni analisti come possibile indicatore di cambio di tendenza<\/a>. Una chiusura settimanale al di sopra di questa soglia cambierebbe la configurazione da rimbalzo tecnico a potenziale ripresa del trend primario.<\/p> Il livello da monitorare per uno scenario di ulteriore debolezza si colloca invece nella zona dei minimi di febbraio: una rottura di quei livelli in chiusura giornaliera aprirebbe spazio verso supporti storici pi\u00f9 profondi e richiederebbe una rivalutazione del contesto macro di supporto alla tesi rialzista.<\/p> Grayscale identifica il driver reale del sell-off in un de-risking globale sugli asset growth-oriented, innescato principalmente da preoccupazioni legate all’intelligenza artificiale e all’impatto distruttivo che questa porter\u00e0 in determinati settori produttivi. Bitcoin, che nel corso del 2025 aveva progressivamente aumentato la sua correlazione con l’appetito degli investitori per gli asset da frontiera tecnologica – quantum, AI, software – \u00e8 diventato un proxy di quel sentiment, amplificando sia i rialzi che i ribassi.<\/p>Il quantum computing come causa del sell-off: perch\u00e9 la narrativa non regge<\/h2><\/span>
Le liquidazioni reali: open interest, funding rate e struttura del mercato durante il ribasso<\/h2><\/span>
I livelli tecnici: dove Bitcoin ha perso il supporto e cosa significa per il recupero<\/h2><\/span>
<\/figure>Posizionamento e contesto macro: cosa stava davvero prezzando il mercato<\/h2><\/span>
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