{"id":227750,"date":"2025-11-11T07:00:00","date_gmt":"2025-11-11T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/cryptonews.com\/it\/?p=227750"},"modified":"2025-11-10T14:54:50","modified_gmt":"2025-11-10T14:54:50","slug":"la-piu-grande-minaccia-per-bitcoin-non-e-un-attacco-al-51","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cryptonews.com\/it\/news\/la-piu-grande-minaccia-per-bitcoin-non-e-un-attacco-al-51\/","title":{"rendered":"La pi\u00f9 grande minaccia per Bitcoin non \u00e8 un attacco al 51%"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Con <strong>Bitcoin <\/strong>che sta diventando sempre pi\u00f9 presente e importante anche a livello istituzionale, si sono ormai assopite anche alcune paure ataviche che hanno da sempre funestato la valuta creata da Satoshi Nakamoto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ad oggi la pi\u00f9 grande minaccia per Bitcoin non \u00e8 la regolamentazione e nemmeno <strong>un attacco del 51%<\/strong> da parte dei miner.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure esiste un pericolo reale, quello dei <strong>computer quantistici<\/strong>, in grado di mettere in pericolo diverse criptovalute ed in particolare Bitcoin.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Il pericolo quantistico \u00e8 reale<\/h2><span class=\"replacer\"><\/span><p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni blockchain si fonda sulla crittografia a chiave pubblica, un sistema matematico che garantisce sicurezza e fiducia senza bisogno di intermediari. Il suo principio cardine \u00e8 semplice: alcuni problemi matematici sono cos\u00ec complessi da essere quasi impossibili da risolvere in tempo utile. <\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per esempio, gran parte della sicurezza di Bitcoin ed Ethereum dipende dalla difficolt\u00e0 di fattorizzare grandi numeri primi o di invertire funzioni hash, problemi richiederebbero miliardi di anni per essere risolti da un computer disponibile oggi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio questa \u201cimpossibilit\u00e0 pratica\u201d che rende sicuro l\u2019intero sistema: <strong>nessuno pu\u00f2 calcolare la chiave privata partendo da quella pubblica<\/strong>, falsificare una firma digitale o riscrivere le transazioni registrate sulla blockchain.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ma se un giorno esistesse una macchina in grado di eseguire questi calcoli non in miliardi di anni, ma in pochi minuti, l\u2019impianto crittografico crollerebbe. Ed \u00e8 esattamente quello che il calcolo quantistico promette di fare.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Il calcolo quantistico spiegato facile<\/h2><span class=\"replacer\"><\/span><p class=\"wp-block-paragraph\">A differenza dei computer odierni, basati sul calcolo binario con 1 e 0 in sequenza, i computer quantistici usano i <strong>qubit<\/strong>, che possono esistere come 1 e 0 allo stesso tempo. Questo gli permette di esplorare un numero quasi infinito di possibilit\u00e0.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In particolare, due algoritmi quantistici rappresentano una minaccia imminente:<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">1- L\u2019algoritmo di Shor, in grado di violare la crittografia a chiave pubblica utilizzata da Bitcoin ed Ethereum.<br>2- L\u2019algoritmo di Grover, che accelera gli attacchi di forza bruta e pu\u00f2 alterare gli incentivi del mining.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i due quello davvero pericoloso \u00e8 quello di Shor. Pu\u00f2 infatti <strong>ricostruire le chiavi private a partire da quelle pubbliche<\/strong>, il che significa che i wallet di cui si conosce l&#8217;indirizzo pubblico, potrebbero essere svuotati istantaneamente.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Grover invece non distrugge la crittografia, ma<strong> ne dimezza la sicurezza,<\/strong> rendendo pi\u00f9 vulnerabili funzioni di hash, difficolt\u00e0 di mining, ricompense per blocco e persino le password dei wallet.<\/p><figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/cimg.co\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2025\/11\/10144940\/computer-quantistico.jpg\" alt=\"Interno di data center quantistico con luci blu e server in funzione\" class=\"wp-image-227775\" srcset=\"https:\/\/cimg.co\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2025\/11\/10144940\/computer-quantistico.jpg 1200w, https:\/\/cimg.co\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2025\/11\/10144940\/computer-quantistico-300x169.jpg 300w, https:\/\/cimg.co\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2025\/11\/10144940\/computer-quantistico-640x360.jpg 640w, https:\/\/cimg.co\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2025\/11\/10144940\/computer-quantistico-768x432.jpg 768w, https:\/\/cimg.co\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2025\/11\/10144940\/computer-quantistico-450x253.jpg 450w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\"><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Visuale interna di un data center quantistico: la nuova frontiera della potenza di calcolo capace di minacciare la crittografia di Bitcoin ed Ethereum. &#8211; Fonte: Archivio<\/em><\/figcaption><\/figure><h2 class=\"wp-block-heading\">Quanti qubit servono per hackerare Bitcoin?<\/h2><span class=\"replacer\"><\/span><p class=\"wp-block-paragraph\">Studi di ricerca <strong>(<a href=\"https:\/\/arxiv.org\/abs\/1706.06752?\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Roetteler &#8211; Cornell University<\/a><\/strong>) mostrano che per ricostruire le chiavi ECDSA-256, quelle utilizzate da Bitcoin, servirebbero dell\u2019ordine di<strong> 2.000\u20132.400 qubit logici.<\/strong><\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In pratica, non bastano i computer quantistici che esistono oggi. Quelli attuali hanno solo qubit \u201cfisici\u201d, instabili e pieni di errori. Per eseguire l\u2019algoritmo di Shor servono invece qubit \u201clogici\u201d, molto pi\u00f9 stabili, ottenuti combinando e correggendo migliaia di qubit fisici insieme.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo ancora lontani da quel punto: <strong>i chip pi\u00f9 avanzati di IBM,<\/strong> ad esempio, hanno appena superato i 1.000 qubit fisici, ma sono ancora troppo fragili per eseguire calcoli complessi senza errori.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo scenario rimane dunque<strong> teorico ma non fantascientifico<\/strong>. \u00c8 solo una questione di tempo, stimato dagli analisti tra i due o i dieci anni. In pratica uno o due halving di Bitcoin.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Bitcoin ha pi\u00f9 problemi di Ethereum<\/h2><span class=\"replacer\"><\/span><p class=\"wp-block-paragraph\">Bitcoin, a differenza di Ethereum, \u00e8 molto pi\u00f9 esposto ai computer quantistici. Secondo le stime di <strong><a href=\"https:\/\/www.deloitte.com\/nl\/en\/services\/risk-advisory\/perspectives\/quantum-computers-and-the-bitcoin-blockchain.html\">Deloitte <\/a><\/strong>il 25-30% di tutti i Bitcoin, quasi 4 milioni di BTC, si trovano in indirizzi con chiavi pubbliche esposte. Potrebbero essere copiate oggi e decrittate in un prossimo futuro, quando l\u2019hardware quantistico sar\u00e0 abbastanza potente.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Bitcoin pu\u00f2 difendersi, ma la strada \u00e8 tutta in salita. Le firme post-quantum, i nuovi algoritmi di sicurezza basati su reticoli matematici, esistono e funzionano. Il problema \u00e8 un altro: come applicarle a una rete nata per non cambiare mai.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Aggiornare l\u2019infrastruttura di Bitcoin significherebbe <strong>modificare il suo nucleo crittografico<\/strong>, quello che da 15 anni tiene insieme 21 milioni di monete e un\u2019ideologia.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un <strong>hard fork <\/strong>sarebbe il metodo pi\u00f9 rapido, ma rischierebbe di spaccare la blockchain in due versioni incompatibili: una \u201cquantum-safe\u201d e una \u201cpurista\u201d, ancorata al vecchio codice. Un soft fork sarebbe pi\u00f9 prudente, ma richiederebbe anni di coordinamento globale tra sviluppatori, miner, exchange e nodi in centinaia di Paesi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">E anche se il miracolo riuscisse, resterebbe un buco nero: milioni di BTC dormienti, dimenticati, o bloccati in wallet senza accesso, che non verrebbero mai <em>migrat<\/em>i. A quel punto la vera questione non sarebbe pi\u00f9 tecnica, ma filosofica. Fin dove si pu\u00f2 cambiare Bitcoin senza tradire la sua essenza?<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Ethereum \u00e8 gi\u00e0 un passo avanti<\/h2><span class=\"replacer\"><\/span><p class=\"wp-block-paragraph\">Ethereum, invece, \u00e8 molto pi\u00f9 preparato ad affrontare la minaccia quantistica. Il motivo \u00e8 strutturale: su Ethereum <strong>le chiavi pubbliche non vengono mai pubblicate in chiaro<\/strong>, e restano nascoste per impostazione predefinita. Questo rende la rete intrinsecamente pi\u00f9 sicura.<br><br>Un computer quantistico in grado di eseguire l\u2019algoritmo di Shor non saprebbe su cosa lavorare, a meno di riuscire a <strong>estrarre la chiave pubblica da una singola firma,<\/strong> un processo infinitamente pi\u00f9 complesso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il vero vantaggio non \u00e8 solo tecnico: \u00e8 filosofico. \u00e8 stato progettato per cambiare nel tempo, non per restare immutabile. Con l\u2019introduzione dell\u2019account abstraction (EIP-4337), attivata sulla mainnet di Ethereum nel marzo 2023, la rete ha compiuto il passo decisivo verso wallet programmabili e aggiornabili, capaci di adottare firme post-quantum senza toccare il protocollo di base.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Bitcoin, invece, \u00e8 prigioniero della sua purezza. Ogni modifica alle regole di consenso \u00e8 una potenziale spaccatura. E se la minaccia quantistica diventa reale, l\u2019unico modo per salvarsi sarebbe cambiare quello che per anni si \u00e8 giurato di non cambiare mai.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con Bitcoin che sta diventando sempre pi\u00f9 presente e importante anche a livello istituzionale, si sono ormai assopite anche alcune paure ataviche che hanno da sempre funestato la valuta creata da Satoshi Nakamoto.Ad oggi la pi\u00f9 grande minaccia per Bitcoin non \u00e8 la regolamentazione e nemmeno un attacco del 51% da parte dei miner.Eppure esiste 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